Capodanno di follia a Roma: uccelli morti, semafori esplosi e feste clandestine

Sarebbe dovuto essere un capodanno di basso profilo, invece i botti di Roma hanno causato la moria degli uccelli, l'esplosione dei semafori e gli incendi negli appartamenti

Il capodanno 2020 sarebbe dovuto essere basso profilo, senza fuochi e senza botti. D'altronde, il Paese è tornato in lockdown nel giorno di San Silvestro ma questo non ha scoraggiato gli irriducibili dei botti di fine anno, che mai come quest'anno hanno illuminato i cieli del Paese da nord a sud. La maggior parte sono stati sparati dai balconi e dai terrazzi, nel rispetto del Dpcm, ma non è mancato chi ha approfittato delle strade deserte per la follia di fine anno. È a Roma che si registrano i maggiori danni provocati dall'euforia di lasciarsi alle spalle un anno disastroso, anche se non era questo il modo migliore per iniziare il 2021.

L'immagine più angosciante del capodanno di Roma sono le centinaia di volatili morti a mezzanotte, per lo più storni che hanno letteralmente ricoperto il manto stradale di alcune zone della Capitale. Il frastuono degli spari, dei petardi e dei fuochi d'artificio ha fatto spaventare a morte gli uccelli. Alcuni sono morti di paura, altri sono stramazzati al suolo dopo aver urtato i cavi dell'alta tensione o essersi schiantati contro i palazzi. Le aree in cui il fenomeno si è maggiormente verificato sono quelle attorno alla Stazione Termini e in via Cavour. Da anni, prima del 31 dicembre, le associazioni ambientaliste e animaliste informano sui pericoli dei botti sparati in città per la salute degli animali e si invitano i cittadini a evitare i più rumorosi. Un appello che ogni anno cade nel vuoto. Sono molti i cani che, impauriti, scappano di casa. È quanto accaduto a un 39enne romano, la cui cagnolina cieca da un occhio è fuggita. Per ore il 39enne l'ha cercata per Roma. Fortunatamente lei era in salvo presso il comando della Polizia locale, che l'ha potuta riconsegnare grazie al microchip.

A un giorno di distanza dai fatti, l'ASSPI ( Associazione Pirotecnica Italiana) dice la sua sulla moria di uccelli: "Non può essere in alcun modo connessa ai fuochi d'artificio. Non esistono evidenze scientifiche e, anzi, possiamo affermare con certezza che i fuochi d'artificio legali hanno una certificazione europea che impone una rumorosità inferiore ai 120 decibel. Basta andare a ritroso nel tempo per scoprire che episodi di moria di storni nella Capitale ci sono stati anche nei mesi passati, in situazioni evidentemente che non avevano nulla a che fare con i fuochi d'artificio". Il presidente Nobile Viviano si difende: "I nostri prodotti rispondono tutti a rigidi requisiti imposti dall'Europa per il rispetto del consumatore, dell'ambiente e degli animali, cosa diversa dai bomboni illegali che rappresentano un pericolo per l'uomo e per gli animali. Quest'anno, nonostante la crisi per il covid abbia messo in ginocchio le nostre aziende causando un considerevole calo del fatturato, abbiamo comunque compiuto lo sforzo di diffondere una Piro Guida che conteneva proprio le indicazioni per l'acquisto e l'utilizzo dei nostri fuochi pirotecnici in piena sicurezza e rispetto dell'ambiente, dei consumatori e degli animali. Per questo motivo vogliamo ribadire che la moria di storni in alcune zone della Capitale non ha nulla a che fare con i fuochi pirotecnici".

Anche quest'anno non sono mancati gli incendi negli appartamenti, soprattutto nella cinta esterna di Roma, da Tor Bella Monaca, a Casal Monastero, a Cinecittà, in zona Eur-Torrino. Ma a prendere fuoco non sono state solo le abitazioni. A causa degi botti, anche un semaforo cittadino in zona Appio è stato oggetto di una esplosione. E mentre a Roma, nelle case, si festeggiava, c'è stato chi ha pensato di organizzare una festa in un hotel centralissimo della Capitale. 27 persone sono state riconosciute e multate per violazione dei Dpcm, colti in flagranza di reato mentre bellavano e cantavano poco prima della mezzanotte. L'arrivo delle forze dell'ordine ha interrotto i festeggiamenti.

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