Coronavirus, calate donazioni di sangue: "Scorte solo per 10 giorni"

Negli ultimi tre giorni sono calate drasticamente le donazioni di sangue in tutto il Lazio. Il coronavirus fa paura, ma donare non comporta rischi

Coronavirus, calate donazioni di sangue: "Scorte solo per 10 giorni"

L’emergenza sta rientrando. E la psicosi lascia in molti casi spazio alle buone notizie. Accade però che alcuni strascichi di questa maledizione da coronavirus si facciano sentire anche nella capitale. A causa della paura per il virus cinese, infatti, sono diminuite le donazioni di sangue. E se prima le sacche raccolte giornalmente dagli ospedali di Roma oscillavano tra le 600 e le 800, adesso vanno dalle 300 alle 500 unità.

Un numero estremamente basso che ha portato la Regione Lazio e associazioni esterne come Avis a lanciare l’allarme: se la situazione non dovesse cambiare velocemente, le scorte sarebbero sufficienti solamente per dieci giorni. “In questi giorni di emergenza sanitaria stiamo registrando un calo delle donazioni di sangue - fanno sapere dalla regione - Negli ospedali sono presenti strutture specificatamente destinate alla sola accoglienza dei donatori e al loro percorso di donazione, con personale dedicato e formato. Donare il sangue è sicuro e può salvare una vita”. Purtroppo le malattie non vanno in quarantena e le donazioni non possono fermarsi. Alta l’allerta anche al Bambin Gesù, dove si avvisa: “Donare non comporta rischi”.

Pochissime le persone che si stanno recando negli ospedali per donare in questi giorni. E, secondo i dati Avis, le trasfusioni stanno venendo annullate per mancanza di donatori. Dalle Asl e dal centro regionale continuano gli appelli alla solidarietà. Il messaggio è sempre lo stesso: donare il sangue è sicuro ed è necessario. Perché se già in periodi normali le scorte sono appena autosufficienti, adesso si rischia di andare in difetto. Con conseguenze gravi per le persone malate e per chi necessita di trasfusioni per vivere.

Ma non si può non tracciare la linea di una buona notizia diffusasi nelle scorse ore sempre a Roma. Come più volte ribadito dall’istituto italiano per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, e dalla regione, nel Lazio non ci sono casi autoctoni di coronavirus. E le tre persone che lo avevano contratto sono guarite. La coppia di turisti cinesi di Wuhan, primi casi in Italia, sarà dimessa a breve.

“Tutti i test svolti finora per la ricerca del CoVid-19 sono negativi”. Come si apprende dagli ultimi aggiornamenti sono 167 i pazienti ad oggi valutati allo Spallanzani di Roma, di questi, 120 risultati negativi, sono stati dimessi. Come spiega il centro, sono invece 47 i pazienti che restano ancora ricoverati. Ma al momento non ci sono nuovi casi accertati nel Lazio. L’istituto nazionale di malattie infettive ha ribadito, in caso di sospetto contagio, di non presentarsi spontaneamente in pronto soccorso senza aver prima consultato, telefonicamente il medico o pediatra di famiglia.