I migranti fuggono dalla quarantena? Zinga 'premia' chi li ospitava

La Regione Lazio rinnova la convenzione all'albergo del centro storico da cui a luglio scorso erano fuggiti cinque migranti in isolamento sanitario

I migranti fuggono dalla quarantena? Zinga 'premia' chi li ospitava

Il rientro in città dopo la pausa estiva non se lo immaginavano così i residenti del centro storico di Roma. Non sono passate neppure ventiquattro ore dal caos che si è scatenato all'ospedale militare del Celio, dove tre nigeriani positivi al Covid-19 hanno aggredito a morsi il personale sanitario, che già tiene banco una nuova questione.

A gettare benzina sul fuoco sono due determine dirigenziali della Regione Lazio che portano la firma di Carmelo Tulumello, direttore della Protezione civile regionale. L'oggetto? L'approvazione della proroga fino al 30 settembre 2020 della convenzione tra la Società Domus Sessoriana Cooperativa e l'Agenzia Regionale di Protezione civile della Regione Lazio "per l'accoglienza della popolazione da porre in quarantena domiciliare nell'ambito dell'emergenza Covid-19".

Parafrasando il concetto: la struttura alberghiera "Domus Sessoriana" di Santa Croce in Gerusalemme, dove a luglio scorso è andata in scena la fuga da manuale (con tanto di lenzuola annodate al parapetto della finestra) di cinque tunisini in quarantena, continuerà ad avere un ruolo da protagonista nella gestione dell'emergenza sanitaria. Il gruppetto di migranti, risultato negativo al primo tampone, era in attesa degli esiti del secondo quando si è dileguato. Il rinnovo della convenzione, come si evince dagli atti che abbiamo potuto visionare, costerà alle casse della Regione quasi 160mila euro.

La suggestiva "Domus Sessoriana", le cui camere sono ricavate nelle celle del monastero annesso alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, a due passi dalla più nota Basilica di San Giovanni in Laterano, è una delle cinque strutture ricettive (assieme al Marriott vicino al Covid Hospital Columbus, all'Urban di via Tiburtina, alla Casa San Bernardo sulla Laurentina e a Villa Primavera a Ottavia) che hanno continuato ad ospitare i pazienti in isolamento domiciliare anche quando la curva dei contagi ha cominciato a calare.

Non ci sta il consigliere regionale della Lega Daniele Giannini. "È inconcepibile che si continuino a spendere tali cifre per fare fronte all'enorme mole di clandestini che una volta sbarcati sulle nostre coste hanno poi bisogno di assistenza alloggiativa per fare la quarantena, tale servizio - denuncia il consigliere - è stato un miraggio per gli italiani che pagando le tasse ne avrebbero avuto maggior diritto". Sulla questione Giannini è categorico, e ne approfitta per lanciare una stoccata al governatore del Lazio Nicola Zingaretti: "La Regione Lazio a guida PD continua quindi a sperperare milioni di risorse pubbliche tra mascherine e camici protettivi mai arrivati e migranti a cui riservare quarantene dorate in albergo".

È sul piede di guerra anche Augusto Caratelli, presidente del "Comitato Difesa Esquilino-Monti" che questa estate ha guidato le proteste contro l'arrivo dei primi migranti positivi al coronavirus all'ospedale militare del Celio. È amareggiato. "Dopo aver permesso la fuga di cinque persone vengono rifinanziati? È assurdo, chi ci assicura che non ricapiterà? Questa gestione dissennata dell'emergenza sanitaria sta diventando una mangiatoia sulla pelle dei residenti". "Con la mobilitazione dello scorso luglio, speravamo di essere riusciti a farci sentire e invece, mi rendo conto che siamo considerati alla stregua di invisibili", si lamenta Caratelli, annunciando nuove proteste.

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