Diabolik, svolta sull’omicidio: stava trattando una pace tra i criminali di Ostia

Fabrizio Piscitelli, insieme a Salvatore Spada e un avvocato, stavano tentano di evitare lo scoppio di una guerra mafiosa per il controllo del litorale romano

Cosa avrebbe detto di questa storia, Tom Hagen, il famoso legale interpretato da Robert Duvall nel film Il Padrino? Fabrizio Piscitelli sta trattando una pace tra clan rivali quando viene ucciso. Svolta nel caso dell’omicidio dell’uomo, conosciuto come Diabolik, freddato con un colpo di pistola lo scorso 7 luglio nel parco degli Acquedotti a Roma. Oggi arrivano nuovi sviluppi su questo delitto. Alle prime ore dell’alba i militari della guardia di finanza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della capitale, nei confronti di Salvatore Casamonica (esponente apicale dell’omonimo clan, attualmente sottoposto al regime detentivo speciale di cui all’articolo 41-bis, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere) e di un avvocato del foro di Roma (agli arresti domiciliari). Entrambi indagati per il reato di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso.

I due, in concorso tra loro e con Piscitelli avrebbero contribuito concretamente al perfezionamento di un accordo finalizzato a stabilire la pace fra il clan mafioso Spada e un altro gruppo criminale operante a Ostia capeggiato da Marco Esposito detto “Barboncino”. Contribuendo, in tal modo, a conservare la capacità operativa degli stessi Spada. Ecco come sono andate le indagini.

Monitorando sul territorio l’evolversi di diverse trattative criminali, i finanzieri hanno intercettato Salvatore Casamonica e Diabolik mentre concordano la pax mafiosa tra il clan Spada e il sodalizio di Ostia facente capo a Esposito. Per siglare e mantenere l’accordo, i due “garanti” hanno però bisogno del supporto di un professionista, credibile agli occhi degli altri criminali. E con possibilità di accesso alle aule di tribunale e agli istituti carcerari. Un avvocato, appunto.

Il 13 dicembre 2017, il legale viene convocato in un ristorante a Grottaferrata, alle porte della capitale, dove, di lì a poco, sarebbe iniziata una vera e propria riunione di mafia. Come riporta il gip di Roma nell’ordinanza: “…la presenza dell’avvocato… non era affatto casuale”. Tant’è che Casamonica e Diabolik iniziano a parlare della necessità di avviare il processo di pacificazione fra le due fazioni egemoni nel territorio di Ostia solo quando il professionista giunge al ristorante. Quest’uomo rappresenta dunque una figura centrale nell’operazione.

La pace da imporre sul litorale romano si inserisce in un momento storico particolarmente complesso per il clan Spada, dovuto allo stato di detenzione dei propri vertici Ottavio Spada detto “Marco” e Roberto Spada (per il fermo conseguente all’aggressione del giornalista della Rai, Daniele Piervincenzi), alle limitazioni cui è soggetto il capo indiscusso della consorteria, Carmine Spada detto “Romoletto” (sottoposto all’obbligo di dimora e vittima di due tentati omicidi nel novembre del 2016). E al fatto che i capi e numerosi sodali del clan Fasciani, federati agli Spada, sono detenuti da anni.

In virtù del momento di difficoltà del clan Spada, l’organizzazione riconducibile a “Barboncino” ha intenzione di “riprendersi” Ostia con atti di forza e di alto impatto sulla cittadinanza. In appena tre giorni vengono perpetrati tre distinti atti intimidatori nei confronti di soggetti organici o contigui agli Spada. Come evidenzia il gip, “una guerra non sarebbe convenuta a nessuna delle due organizzazioni”. Piscitelli e Salvatore Casamonica dichiarano apertamente che stanno fungendo da garanti di un accordo tra i due gruppi contrapposti. Diabolik vuole evitare a tutti i costi una guerra di mafia nella capitale. Ci riesce: di lì a poco cessano le ostilità sul litorale. Ma, forse, a distanza di tempo, ne rimane vittima.