Infermiera non vuole togliere il catetere: i parenti del paziente la prendono a pugni

È successo al Policlinico Gemelli. Il nosocomio romano ha deciso di costituirsi parte civile nel processo a carico della coppia di aggressori, che dovrà rispondere di lesioni e minacce

L’infermiera non voleva togliere il catetere a un paziente mentre la figlia del degente riteneva che lo strumento non andava messo. E così quest’ultima ha preso a pugni l’operatrice sanitaria al pronto soccorso del Policlinico Gemelli. Il nosocomio romano ha deciso di costituirsi parte civile nel processo a carico della coppia di aggressori, che dovrà rispondere di lesioni e minacce davanti al giudice di pace.

Come riporta Il Messaggero, l’ospedale ha ritenuto di intervenire per tutelare la propria dipendente. L’obiettivo è quello di essere vicino agli operatori ma anche di ottenere il risarcimento per i danni all’immagine dopo l’aggressione e per quelli patrimoniali perché l’infermiera ha dovuto rimanere a casa per dieci giorni. La donna era stata soccorsa prontamente dai colleghi ma non ha potuto evitare di assentarsi dal lavoro.

Il fatto risale al 25 novembre 2018. I medici e gli infermieri del pronto soccorso devono gestire vari codici rossi. Inoltre, era presente un anziano in codice giallo, il quale era stato sistemato su una barella per una presunta infezione alle vie urinarie e nel giro di breve tempo gli era stato inserito un catetere. Secondo la figlia, lo strumento avrebbe però aumentato il dolore e qui è successo quanto raccontato dall’infermiera. Quest’ultima ha riferito che si trovava in servizio al pronto soccorso e verso le 21.30 ha visto una donna che gridava, chiedendo chi aveva deciso di mettere il catetere a suo padre. L’operatrice sanitaria si è avvicinata alla donna e le ha detto di parlare con il medico. Poi è andata in sala rossa per prendere disposizioni ma in quel momento è stata aggredita alle spalle dalla figlia dell’anziano perché si era rifiutata di rimuovere il catetere. La donna ha afferrato al collo l’infermiera, la quale è riuscita a liberarsi ma è stata poi ripresa dalla parente che le ha tirato dei pugni all’orecchio e alla bocca. Quindi ne ha approfittato anche il marito, che ha minacciato di morte l’operatrice sanitaria.

Stando alle indagini dei carabinieri, i due aggressori sono una coppia di imprenditori cinquantenni del quartiere San Giovanni. Marito e moglie dovranno dimostrare con l’aiuto degli avvocati di aver agito per garantire la salute dell’anziano, evitandogli un dolore inutile. In sostanza, secondo loro quel catetere non andava messo. La vicenda è stata quindi sottoposta al consiglio di amministrazione della Fondazione Gemelli, che ha deciso di costituirsi parte civile per tutelare la propria dipendente.

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