L'ambulanza ritarda. Uomo muore di infarto dopo averla aspettata 6 ore

L'anziano sarebbe deceduto dieci chiometri dopo aver lasciato il nosocomio di Subiaco. Doveva essere trasferito all'ospedale San Filippo Neri di Roma per un intevento urgente al cuore

L'ambulanza ritarda. Uomo muore di infarto dopo averla aspettata 6 ore

Un uomo di 72 anni è morto di infarto dopo aver atteso 6 ore l’arrivo dell’ambulanza. Sarebbe deceduto sulla stessa ambulanza 10 chilometri dopo aver lasciato l’ospedale di Subiaco, comune a est della Capitale. Secondo quanto raccontato da Giuseppe Mancini, attivista del Movimento 5 Stelle sublacense, il paziente doveva essere trasferito al San Filippo Neri di Roma per un intervento urgente al cuore.

Come riporta Il Tempo, l’anziano sarebbe stato caricato sull’autolettiga a mezzanotte e mezza per essere trasportato a Roma, quando l’intervento del centro mobile di rianimazione sarebbe stato richiesto alle 18.30. E così dopo un tragitto di 10 chilometri il cuore dell’uomo ha smesso di battere e sono stati vani i tentativi di rianimarlo con il defibrillatore.

Mancini ha spiegato che verso le 21.30 una prima ambulanza era arrivata al nosocomio di Subiaco. Secondo alcune testimonianze il medico del mezzo avrebbe detto che non poteva trasferire il paziente in quanto ci sarebbe stata un’altra chiamata di trasferimento con codice rosso arrivata da un altro ospedale dell’Asl. “Perché - si è chiesto Mancini - non è intervenuto il secondo centro mobile di rianimazione, il cui acquisto è stato annunciato dall' As1 nel luglio scorso?”.

L’Asl Roma 5 ha smentito la ricostruzione dei fatti denunciata dai grillini e ha sottolineato che “l' Azienda ha verificato gli atti in proprio possesso da cui non risulta alcun riscontro a quanto descritto nell'esposto.

Nello specifico - viene detto - si attesta che sono state seguite le procedure come da protocollo per il trasferimento del paziente”. Da parte loro i pentastellati di Subiaco hanno chiesto che venga aperta un’indagine sul caso e vengano inviati gli ispettori e i carabinieri del Nas per accertare eventuali responsabilità.

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