Lombardi: "No a un Raggi bis". E il sindaco: "Sono chiacchiere da vecchia politica"

L'ex deputata grillina promuove eventuali accordi con il Pd e liste civiche. Ma per il primo cittadino della Capitale bisogna lavorare per i cittadini e non parlare di alleanze

No a un Raggi bis, sì a un accordo tra M5S e civiche e altri partiti, Pd compreso”. Roberta Lombardi frena una possibile ricandidatura dell’attuale sindaco di Roma e promuove un’eventuale alleanza con i dem. La capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Lazio dice chiaramente che “le regole del M5S parlano di due mandati e la Raggi è arrivata alla fine del secondo”.

Pronta la replica del primo cittadino, la quale si affida a un post su Facebook. “Mi ricandido? Io penso a sbloccare i cantieri e attirare investimenti Roma - scrive -: dobbiamo lavorare su strade, mobilità e verde. Il resto sono chiacchiere della vecchia politica”. Raggi specifica che c'è qualcuno concentrato sulle alleanze di partito e sui giochi di palazzo mentre lei preferisce la concretezza.

In un'intervista al Messaggero, Lombardi sottolinea che occorre dare seguito ai provvedimenti emanati dalla giunta pentastellata. Quest'ultima ha dovuto fare i conti con una macchina amministrativa “gravemente inquinata da episodi di illegalità". L'ex deputata grillina evidenzia che il Movimento potrà realizzare questo obiettivo solo se riuscirà a convogliare tutte le forze politiche e civiche di Roma disposte a lavorare sui temi più importanti. E aggiunge che il partito dovrà essere in grado di coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti istituzionali. A proposito di Renzi, Lombardi non vede i presupposti per un'uscita di Italia Viva dal governo e per rafforzare il suo concetto dice che qualche giorno fa in Regione Lazio "uno dei due esponenti di Italia Viva è stato eletto alla presidenza di una commissione".

L’ex capogruppo alla Camera dei grillini precisa di non volere “sdoganare il Pd” ma di voler lavorare insieme a tutte le forze politiche con cui si possa costruire un programma condiviso, anche a livello regionale e comunale. “Lo scetticismo dei colleghi 5 Stelle - prosegue Lombardi - è dovuto all'esperienza pregressa quando il Pd era al Governo con Renzi premier che creò in Parlamento un clima pregiudizialmente ostile nei confronti del M5S”. L’ex deputata pentastellata spiega che si è trattato di un atteggiamento duro. Questa condotta ha fatto in modo che solo dopo la caduta del precedente governo, 5 Stelle e Pd abbiano unito le forze, “a differenza di quanto fatto nel Lazio, dove invece abbiamo iniziato già da tempo”, conclude Lombardi.

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