Per poco non finisce sgozzato, rapina choc

Una banda di stranieri ha aggredito e tentare di rapinare una coppia di amici romani. Grave uno dei due per una ferita con un coccio di bottiglia

Per poco non finisce sgozzato, rapina choc

Maurizio M. ha quarantotto anni, si trova nel quartiere romano Monti, ed è in compagnia di un amico. Stanno passando una normale serata quando in via Giovanni Lanza, a due passi dalla fermata della metro B Cavour, viene colpito con un coccio di bottiglia e per poco non viene sgozzato.

La vittima era intervenuta per difendere il suo amico da una tentata rapina da una banda di stranieri. I tre criminali dopo aver compiuto il fatto sono fuggiti in direzione Colle Oppio. Jama A., giovane di 27 anni, ossia l'autore materiale del tentato omicidio è stato subito rintracciato e arrestato dai carabinieri di una pattuglia del nucleo radiomobile. Inizialmente ha cercato di opporre resistenza ma poi si è lasciato condurre in caserma. Senza fissa dimora, vive di espedienti e a suo carico, riporta il Messaggero, ci sarebbero diversi precedenti e segnalazioni alle forze dell'ordine per delle azioni compiuti in particolare all'Eur.

L'accaduto

Maurizio M. e Alessio S. sono in centro per bere qualcosa. Jama A. e i suoi complici si avvicinano loro e colpiscono Alessio con una bottiglia sulla testa. "Dammi i soldi, sbrigati", avrebbero detto. In quel momento Maurizio reagisce e cerca di opporsi ai tre. Jama, di conseguenza, lo colpisce con uno dei cocci di vetro della bottiglia andata in frantumi. La ferita provocatagli è molto profonda e non è mortale per miracolo. Immediatamente i colpevoli scappano. I carabinieri riusciranno a raggiungere il ventisettenne e fermare Jama in via delle Sette Sale. Le sue mani e la maglietta sono ancora sporche di sangue.

Maurizio M. viene trasportato in codice rosso all'ospedale San Giovanni dal personale Ares 118 i quali troveranno la vittima in una pozza di sangue. La prognosi è di 15 giorni.

Anche i militari del nucleo Scientifico di via In Selci si sono recati sul posto per segnalare le tracce ematiche utili per accertare la colpa dei giovani. Jama è stato quindi portato immediatamente in carcere e proseguono le indagini per accertare chi fossero i suoi complici della tentata rapina degenerata in tentato omicidio.

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