La guerra dei prostituti gay: si contendono il territorio incendiando i boschi

Una vera e propria lotta per conquistare le zone del parco. Fermato un sudamericano. Almeno 14 i casi simili nell’ultimo mese

Il parco degli Acquedotti di Roma è in balia di prostituti gay che si danno battaglia tra loro per conquistare le zone a luci rosse. Il parco cittadino, che si estende per 240 ettari e fa parte del Parco regionale dell'Appia antica, si trova nel Municipio VII della Capitale, nel quartiere Appio Claudio, in zona Tuscolano/Cinecittà.

La guerra dei prostituiti sudamericani

Un polmone verde invidiabile se non fosse che ormai da un po’ di tempo è anche il centro di una guerra tra prostituti sudamericani che mettono in pericolo le bellezze archeologiche al suo interno. Già, perché non basta che gli stranieri vendano il loro corpo tra un acquedotto e l’altro, si fanno anche la guerra per contendersi i posti migliori, dando alle fiamme diverse zone del luogo. Nell’ultimo mese sono stati almeno 15 gli incendi dolosi che hanno anche dato problemi al funzionamento della rete ferroviaria. In seguito a quanto avvenuto negli ultimi trenta giorni, alcuni carabinieri sono stati posti a sorvegliare la zona e a controllare la situazione da vicino. Già lo scorso 12 giugno, la direzione del Parco Regionale dell’Appia Antica in una lettera inviata alle forze dell'ordine aveva denunciato la gravità di quanto stava avvenendo. Gli incendi dolosi erano aumentati in modo incredibile. In quell'occasione i volonatri avevano anche fatto una mappa dove venivano evidenziati i luoghi maggiormente colpiti da roghi e atti vandalici.

Arrestato, in tasca aveva vari accendini

L’ultimo rogo risale allo scorso martedì. Sembra che il colpevole sia stato arrestato dopo aver appiccato il fuoco in diversi punti. Gli incendi sono stati subito spenti dai militari dell’Arma che stavano pedinando il sospettato. A finire in manette è un 48enne originario del Guatemala, tale Carlos Alfredo Bendfeldt. I militari durante la perquisizione hanno trovato nella borsa del fermato diversi preservativi, che non hanno lasciato dubbi sul suo lavoro. Le forze dell’ordine hanno anche rinvenuto nelle sue tasche svariati accendini e un cordoncino collegato alla sterpaglia che era stato dato alle fiamme. Chiaro segno di cosa stava facendo l’indagato. Nell’aula del Tribunale il 48enne non ha saputo fornire alcuna spiegazione che potesse in qualche modo toglierlo dai guai. Il giudice ha quindi convalidato l’arresto e ha imposto l’obbligo di firma al sudamericano che dovrà recarsi dalle forze dell’ordine due volte al giorno per adempiere al suo dovere deciso dal Tribunale.

Le indagini condotte dai militari farebbero ben pensare che l’ultimo fatto sia legato ad altri 14 casi molto simili. Anche in quelle occasioni i protagonisti sono sudamericani che si prostituiscono tra i siti archeologici del parco degli Acquedotti di Roma. Le indagini non si fermano e proseguono con l’obiettivo di arrestare sempre più soggetti coinvolti nel racket della prostituzione e facenti parte delle bande latine che si contendono la zona a colpi di accendini.

Segui già la pagina di Roma de ilGiornale.it?

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

amedeov

Gio, 20/08/2020 - 11:25

A pensare che il mio bisnonno ha combattuto sul Carso per il bene dell'ITALIA, mi viene da piangere a vedere come è stata ridotta

Yossi0

Gio, 20/08/2020 - 12:45

amedeov 20/08/2020 -11:25 - stessa situazione, mi chiedo se questo paese, oggi, meriti questi veri eroi

razzaumana

Gio, 20/08/2020 - 12:59

..forse,avendo conoscenze in quel mondo, per evitare ulteriori danni potrebbe metterci una "buona parola"il portavoce del Capo del Governo italiano...!!!Altro che "OBBLIGO di FIRMA"...!!!

NOWAY99

Gio, 20/08/2020 - 14:04

Il nostro è un paese in crisi da oltre 10 anni non in grado di offrire un lavoretto neanche agli italiani preparati e qualificati ma nonostante questo i governi di sinistra continuano a importare giovani da tutto il mondo offrendo un illusione irrealizzabile ma che permette grazie alle coop di distribuire fiumi di denaro pubblico. E' normale poi che questa massa di persone senza prospettiva che non hanno neanche parenti che forniscano loro supporto se va male si daranno all'illegalità con spaccio rapine prostituzione, se va bene faranno lavori inutili e molesti per i cittadini come vendere mercanzia in spiaggia chiedere il pizzo nei parcheggi o fare i questuanti ai supermarket e via via si inventeranno cose ancora piu' estreme e degradanti. Il limite è gia stato superato per un paese non da terzo mondo col giovane che cercava di vendere prestazioni sessuali di un bambino e le cose grazie a questa sinistra a caccia di incassi da accoglienza non potranno che peggiorare.

cgf

Gio, 20/08/2020 - 15:33

Persino in Germania rimandano indietro gli italiani che non riescono a dimostrare di poter sostenere il proprio soggiorno legalmente, poco importa che siano residenti in Germania da 20 anni, hanno i figli nati in Germania, che vanno a scuola in Germania etcetc. Germania, interno alla UE, di contro abbiamo persone che…

er_sola

Gio, 20/08/2020 - 16:05

Vanno mandati via dall'Italia.

27Adriano

Gio, 20/08/2020 - 16:52

Che pena con questa dottrina della ...tolleranza!

Seawolf1

Ven, 21/08/2020 - 14:37

Grazie magistratura