Raggi con i Black Lives Matter: stazione metro intitolata al partigiano nero

La stazione della Metro C di via dell'Amba Aradam sarà intitolata a Giorgio Marincola, partigiano italo-somalo ucciso dai nazisti in Trentino. Esultano gli attivisiti di Black Lives Matter Roma: "Plauso alla decisione della sindaca"

Raggi con i Black Lives Matter: stazione metro intitolata al partigiano nero

Diventerà realtà l’idea di Massimiliano Coccia, giornalista romano che un mese fa, sull’onda delle proteste innescate Oltreoceano dall’omicidio di George Floyd, aveva lanciato una petizione online per chiedere che la nuova stazione della Metro C di via dell’Amba Aradam, nel centro della Capitale, fosse intitolata a Giorgio Marincola, giovane partigiano italo-somalo, eroe della resistenza contro i nazisti.

Ieri, infatti, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato ai microfoni del Tg3 della Rai che la fermata della metropolitana che si trova sulla via intitolata ad una delle più dure battaglie della guerra d’Etiopia, sarà dedicata al partigiano nero. La proposta di cambiare il nome della stazione era arrivata lo scorso giugno, qualche giorno dopo l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli a Milano, e la protesta della Rete Restiamo Umani, che a Roma aveva oscurato proprio la targa di via dell’Amba Aradam con dei manifesti dedicati all’afroamericano ucciso il 25 maggio scorso da un poliziotto a Minneapolis.

Da allora la petizione ha raccolto quasi duemila firme. Tra i sottoscrittori ci sono anche nomi illustri. Da quello dello scrittore Roberto Saviano, che si è fatto sponsor dell’iniziativa, a quello del collega Christian Raimo, assessore alla cultura del III Municipio, del gesuita padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica e di Amin Nour, del movimento Neri Italiani Black Italians (Nibi).

"Giorgio con la sua lotta ha liberato il nostro Paese, e se fosse un ragazzo del 2020 sarebbe nelle piazze con le centinaia di suoi coetanei a gridare Black Lives Matter. Per questo, intitolargli una stazione della metropolitana significa creare un ponte fortissimo tra passato e presente, tra liberazioni di ieri e liberazione, necessaria, di oggi", scriveva all’epoca Saviano, invitando la politica a fare scelte coraggiose.

Un appello, quello dello scrittore anti-mafia, raccolto dalla sindaca che ieri ai microfoni della Rai si è detta certa che la mozione che verrà presentata in Aula Giulio Cesare il prossimo 4 agosto da Pd e M5S sarà accolta. "Questo ragazzo nero, figlio del colonialismo, che scelse di combattere il nazifascismo, sarà per sempre nel cuore della città di Roma accanto alla via che porta il nome della più grande strage italiana compiuta dagli italiani in Africa, che non sarà più anonima e rimossa ma sarà dichiarata", ha scritto su Facebook il promotore dell’iniziativa, Massimiliano Coccia.

"Non avrei mai pensato – prosegue il suo post - che questa mia piccola proposta avesse fatto così tanto rumore". "Abbiamo vinto", esulta il giornalista chiedendo che questo rappresenti "un inizio per cambiare le nostre città" e "le nostre vite". La proposta di intitolare la stazione Amba Aradam al ragazzo italo-somalo ucciso dai tedeschi nel maggio del ’45 in Val di Fiemme era stata invece rigettata dal VII Municipio guidato da Monica Lozzi, che di recente ha abbandonato le file del M5S per entrare nel partito di Gianluigi Paragone. Il motivo? Ragioni di "marketing territoriale" e "riconoscibilità".

Coccia, da parte sua, aveva accusato via social la minisindaca di non aver fatto nulla in questi anni "sui temi dell'antifascismo, della memoria e della condanna delle occupazioni di estrema destra". Ma il confronto, assicura il giornalista, ormai è aperto anche su un un’eventuale "riconversione" della stessa via dell'Amba Aradam. L’auspicio, continua Coccia, è quello di "iniziare in tutte le città italiane un percorso strutturale per raccontare tutta la storia anche attraverso la toponomastica e i monumenti".

Un plauso alla sindaca arriva anche dalla pagina Facebook di Black Lives Matter Roma. "Siamo felici di questa bella notizia, in cui Roma riconosce finalmente un partigiano nero come parte della storia italiana", commentano gli attivisti sui social.

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