Roma, l'omicida delle due 16enni chiede il rito abbreviato

I legali di Pietro Genovese hanno depositato la richiesta di rito abbreviato per il loro assistito, per il quale la procura era riuscita ad ottenere il giudizio immediato, con processo in programma il prossimo 8 luglio

Accusato di omicidio stradale plurimo, per aver travolto ed ucciso due studentesse di 16 anni nella notta tra il 21 ed il 22 dicembre del 2019, ora l'imputato Pietro Genovese punta al rito abbreviato: questa la richiesta depositata nelle scorse ore a Roma dai suoi difensori, e sulla quale dovrà esprimersi un nuovo giudice.

Quella terribile notte, il 20enne si trovava al volante del suo suv e stava rincasando dopo aver festeggiato il ritorno di un amico dall'Erasmus. A bordo del mezzo stava attraversando Corso Francia quando, giunto all'altezza di via Flaminia Vecchia (all'interno del quartiere romano di Ponte Milvio), prese in pieno le due sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli causandone la morte.

Pietro Genovese, figlio del regista Paolo, sentito dagli inquirenti subito dopo il drammatico episodio, aveva inizialmente dichiarato di non essersi reso conto di nulla. Durante l'interrogatorio di garanzia tenuto dinanzi al gip del tribunale di Roma Bernadette Nicotra, il 20enne aveva ammesso le proprie colpe. "Sono sconvolto e devastato per quello che è successo", queste le parole del giovane dinanzi al giudice, come riferito dai suoi legali e riportato da "Rai News". Tra i singhiozzi e le lacrime raccontò la sua versione, sostenendo di essere partito con il semaforo verde. Delle affermazioni che sono state sottoposte al vaglio grazie anche all'ausilio di due filmati ripresi da alcune videocamere di sorveglianza installate nei pressi del luogo della tragredia. Grazie ai video è stato possibile comprendere al meglio la tempistica dei semafori pedonali: a quanto pare, quantomeno per quanto riguarda quello di Corso Francia, non vi sarebbe il giallo. Non si tratta, comunque, degli unici aspetti di cui tener conto nel terribile incidente.

Gran parte ha il fatto che l'imputato, al momento dei rilievi effettuati dalle forze dell'ordine, sia risultato positivo all'alcoltest, con un tasso tre volte superiore rispetto a quello consentito dalla legge. L'etilometro aveva rilevato infatti una concentrazione di alcol nel sangue pari a 1,4 grammi per litro. Altro aspetto da tenere in grande considerazione, ovviamente, la velocità con la quale il giovane stava percorrendo Corso Francia, decisamente più elevata del limite previsto in quel tratto stradale secondo quanto riferito da alcuni testimoni. "A un tratto vedevo un’auto di colore grigio che correndo a gran velocità travolgeva le due ragazze", aveva spiegato Orlando Townshend raccontando quei terribili momenti.

Mentre proseguivano le indagini, la procura di Roma era riuscita ad ottenere il giudizio immediato, con processo fissato per il prossimo 8 luglio. I legali di Pietro Genovese hanno invece inoltrato richiesta di rito abbreviato, su cui si pronuncerà un nuovo giudice: a quest'ultimo anche il compito di fissare l'udienza nelle prossime settimane.

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Commenti
Ritratto di PeccatoOriginale

PeccatoOriginale

Gio, 04/06/2020 - 18:49

Dai su, gli danno max tre anni, dopo 6 mesi va ai domiciliari e dopo un anno e` libero. E poi ricomincia (del resto gia` questa non era la prima volta). Le ragazze invece, per quanto imprudenti, sono andate per sempre, e la pena da scontare per le famiglie e` una condanna a vita di dolore e di ingiustizia.

maxfan74

Gio, 04/06/2020 - 19:03

Questa è l'Italia...

DRAGONI

Gio, 04/06/2020 - 19:09

ALLA FINE GLI PAGHERANNO UNA CENA E LO RIMANDERANNO A CASA CON DELLE SCUSE.

Ritratto di cicciomessere

cicciomessere

Ven, 05/06/2020 - 10:23

Omicidio stradale prevede fino a 7 anni , e dato che abbiamo ubriachezza, uso del cellulare , eccesso di velocita' ed omissione di soccorso ci sta il massimo per entrambi . 14 anni quindi , ridotti a 9 anni con lo sconto di pena .

Calmapiatta

Ven, 05/06/2020 - 10:54

Tranquilli, lo avevo detto e lo confermo, non farà un solo giorno di carcere. Ma come può un paese che rimette in libertà pericolosi boss della mafia pensare di punire un rampollo della Roma bene solo perché ha ucciso due ragazzine?