Roma, mamma frustava e bastonava il figlio di 8 anni

La donna è stata condannata a tre anni e sei mesi. I maltrattamenti sarebbero andati avanti dal 2014 al 2017

Roma, mamma frustava e bastonava il figlio di 8 anni

Una mamma è stata condannata a tre anni e 6 mesi perché accusata di aver picchiato, bastonato e frustato il figlio di 8 anni. Il fatto è stato raccontato da Il Messaggero. Alfredo, nome di fantasia, secondo le indagini sarebbe stato bastonato sul braccio anche con il manico di una scopa. Secondo la ricostruzione, la sua mamma infatti, dopo aver bevuto e fumato droga, era solita diventare violenta per qualsiasi cosa e sfogava la rabbia contro il suo bambino. Bimbo che la doveva anche accompagnare quando, insieme al nuovo compagno, si recava nelle varie piazze della Capitale, tra cui Tor Bella Monaca, per acquistare la dose dagli spacciatori.

Ecco con cosa lo picchiava

La coppia, 34 anni lei e 37 lui, entrambi originari della Georgia, è finita a processo per maltrattamenti nei confronti del minore. La mamma è stata condannata a 3 anni sei mesi di carcere, mentre il suo compagno a tre anni. Il pubblico ministero Giovanni Nostro ha contestato alla donna anche le lesioni personali aggravate. Le violenze sarebbero andate avanti per tre anni, dal 2014 al 31 luglio del 2017, quando il bimbo è andato a vivere dal padre. Per colpire il piccolo Alfredo la sua mamma, e il suo compagno, avrebbero usato qualsiasi oggetto, perfino il manico di una scopa o il telecomando della televisione.

Come ricostruito dal sostituto titolare delle indagini, Elena Neri, i due avrebbero maltrattato il bambino per circa tre anni. In sede di incidente probatorio Alfredo avrebbe raccontato al giudice di essere stato “frustato più volte”. Inoltre, sempre la piccola vittima avrebbe detto davanti al magistrato, che lo ha ascoltato con modalità protette, che la droga, una volta comprata, veniva poi riposta “in una scatola grande” e tagliata “con un trita erba”. Dopo le sue parole era quindi scattata una perquisizione all’interno dell’abitazione. Come scritto dai pm nel capo di imputazione gli imputati“consumavano rapporti sessuali incuranti della presenza della persona offesa e bevevano smodate dosi di alcolici, ubriacandosi, non prestando attenzione alcuna ai bisogni e alle necessità del bambino”.

Sette giorni di prognosi

Si legge inoltre che, utilizzando il manico della scopa per picchiare il figlio, la mamma gli aveva procurato “un'ecchimosi all'avambraccio destro” con sette giorni di prognosi. Nel 2017, dopo tre anni di botte, frustate e bastonate, il bambino è scappato di casa per raggiungere il papà e lasciare quel luogo che, come scrive Elena Neri, era ormai “pregiudizievole per il sano ed equilibrato sviluppo psicofisico del bambino”. Gli avvocati della difesa, durante il dibattito, hanno replicato che la perquisizione nella casa, finalizzata a cercare la droga, non aveva portato a nulla. Durante il processo questo elemento non sarebbe stato considerato. L’avvocato Benedetti ha asserito: “Si tratta di una sentenza paradossale. Aspettiamo le motivazioni e faremo sicuramente appello”.

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