Roma, mascherine introvabili? Ecco la sartoria che le realizza su misura

La bella iniziativa di una sartoria del quartiere Prati che si è messa a confezionare mascherine "senza lucro", solo per "il bene della comunità"

Sono diventate ormai un bene primario, una specie di salvavita per cui si è disposti a spendere anche una fortuna. Peccato siano praticamente introvabili. Stiamo parlando delle mascherine. Il "must" di questa buia stagione. Quelle che un tempo, quando il coronavirus non faceva così paura, si potevano tranquillamente acquistare in farmacia, senza file, senza stress, senza il rischio di rimanere a mani vuote. E senza neppure quello di incappare in qualche truffa.

Sì perché nei tristi giorni dell'emergenza sanitaria, ormai è cosa nota, c'è chi si è messo a lucrare persino su questo. Dalle piattaforme di e-commerce, ad alcune farmacie di quartiere, dove i prezzi delle mascherine sono schizzati alle stelle. E così, in tanti, stanno ricorrendo al fai-da-te, utilizzando sciarpe e bandane per schermarsi dal virus e dagli sciacalli. Una brutta parola, che non si può certo utilizzare per descrivere le proprietarie della "Sartoria Prati", in via Simone de Saint Bon, a Roma. Si chiamano Patrizia e Monica e da quando l'emergenza è piombata anche sulla Capitale, loro, hanno deciso di mettere la loro abilità a servizio della comunità. La loro è solidarietà creativa. Come racconta Il Tempo, infatti, le due donne si sono messe a confezionare mascherine. Un'idea nata dopo aver girovagato senza successo per le farmacie di zona. Di fronte al problema, le due non si sono scoraggiate, ed hanno usato l'ingegno. "Monica e io - racconta Patrizia al quotidiano di piazza Colonna - abbiamo pensato di fare come facevano un tempo le nostre nonne, e di realizzare le mascherine con la nostra macchia da cucire".

Non c'è differenza con quelle "tradizionali", se non nello stile. "Abbiamo preso un tessuto non tessuto, lo stesso materiale con cui sono fatte le mascherine delle sale operatorie - prosegue l'esercente - e abbiamo aggiunto dei tessuti in cotone, delle fantasie colorate fino a quelli maculati, di taffetà e in seta". Un modo per rendere gradevole anche ciò che non lo é. Per sfoggiare un po' di bellezza in mezzo alla desolazione. Tanto che ce ne sono alcune dedicate persino ai bambini: "Per i più piccoli abbiamo pensato a tessuti più colorati, ma ci sono arrivate anche richieste particolari". È la dimostrazione che questa crisi ci può anche migliorare, rendendoci più altruisti e attenti al prossimo. E infatti Patrizia, nonostante la sua attività, proprio come le altre, stia attraversando un momento di grande difficoltà, chiarisce: "Non vogliamo guadagnarci, pensiamo a un ricorso spese. Sui 5 euro, ma se riusciamo abbassiamo il prezzo a 3. Facciamo questo lavoro per la comunità".

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