Le strisce pedonali "low cost" che mettono in pericolo tutti

Strisce pedonali e segnali di stop che non si vedono quasi più: nel quartiere Nomentano, a Roma, anche solo attraversare la strada è diventata un'impresa per i residenti. E nella zona si moltiplicano gli incidenti

Le strisce pedonali "low cost" che mettono in pericolo tutti

Tra gli incroci più pericolosi c’è quello tra via di Villa Massimo e via Ravenna, ma anche a via De Rossi e a via Lazzaro Spallanzani le strisce pedonali e la segnaletica orizzontale in generale è praticamente invisibile.

Così nel quartiere Nomentano, zona residenziale limitrofa al centro, che conta ville storiche, ambasciate e uffici pubblici, oltre a decine di scuole ed asili nido, attraversare la strada è diventata una vera impresa. Le strisce non si vedono quasi più e dare la precedenza ai pedoni ormai è diventata una concessione che fanno solo gli automobilisti più gentili. Non che i problemi non ci siano pure per loro, visto che anche i segnali di stop sono ingrigiti dal tempo. E gli incidenti si moltiplicano.

In realtà le strisce sono state riverniciate pochi mesi fa. "Ma – denuncia una residente – evidentemente utilizzano un materiale scadente che dopo poco svanisce, e così ci ritroviamo in puntualmente in queste condizioni". "Per attraversare usiamo la memoria", ci spiega sorridendo un’altra signora. Che si fa più seria quando però ci avverte che è un sistema "pericoloso". Ma non è l’unico problema. "L’asfalto - aggiunge - è dissestato in diversi punti e la sera non si vede nulla".

È stata la stessa presidente del II Municipio, la Dem Francesca Del Bello, a dire qualche giorno fa al Corriere della Sera che le risorse a bilancio per la segnaletica orizzontale non sarebbero sufficienti: 67mila euro l’anno per un’area estesa per oltre 13 chilometri quadrati. "Per risparmiare, con le poche risorse a disposizione, la qualità della vernice impiegata non è quella adatta e ovviamente minore è la qualità del materiale, minore sarà la durata nel tempo dell'intervento", ci spiega Hollijwer Paolo, consigliere di Fratelli d’Italia nello stesso municipio.

“E questo - chiarisce - oltre che essere un rischio per i cittadini è anche uno spreco di fondi pubblici, soprattutto considerando che ce ne sono pochi". "Nell’ultimo bilancio l’assessore competente avrebbe potuto chiedere di allocare maggiori risorse, ma – attacca il consigliere d'opposizione - evidentemente il rifacimento delle strisce pedonali non è una priorità per questa giunta".

"Da qualche anno hanno smesso di potare gli alberi, riparare le buche e sistemare l’asfalto", denuncia una signora che abita in via di Villa Torlonia. "Eppure – ricorda – questo un tempo era uno dei quartieri più curati della Capitale". Ora invece a via di Villa Massimo i rami degli alberi hanno inghiottito i lampioni e anche il semaforo. Il risultato, ci spiega Emanuele Iannuzzi, presidente del comitato Viva Villa Massimo, è che, soprattutto dopo il tramonto, "mamme e bambini che frequentano il parco o l’asilo nido poco distante devono fare i conti con le auto che sfrecciano a tutta velocità e che spesso non si accorgono dei segnali sull’asfalto". "Senza considerare - prosegue - che spesso il semaforo non funziona neppure".

"Qui qualche tempo fa c’è stato un incidente ed è morta una persona", ci informa un’altra residente, che incontriamo poco più avanti. Anche una mamma che spinge un passeggino all’incrocio tra via De Rossi e via di Villa Ricotti ci spiega che "la segnaletica è cancellata e difficile da vedere". Attraversare è una scommessa. "Devi guardarti intorno e poi sperare che vada tutto bene", ci confessa. "Io sono un’inscosciente e attraverso lo stesso anche a rischio di essere investita", sbotta una signora che ci ferma proprio per denunciare le condizioni della segnaletica orizzontale. "Ma non può essere così", denuncia. E l’appello alle istituzioni è quello di intervenire al più presto per ripristinare decoro e sicurezza.

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