Suore rapinate mentre dormono: bottino di 70mila euro

I ladri sono entrati nel convento e hanno forzato la cassaforte. Si sospetta la presenza di un basista

Suore rapinate mentre dormono: bottino di 70mila euro

Brutto risveglio per le suore del convento romano "Figlie del Sacro Cuore di Gesù" di via Casilina, a Torre Maura, che hanno trovato la cassaforte scassinata. Come se questo non bastasse, chi è entrato nel luogo sacro ha pensato bene di impossessarsi dei 70mila euro in contanti che erano custoditi all'interno del contenitore blindato, sito in un ufficio al primo piano. Sul luogo sono giunti gli agenti del Commissariato Casilino.

Brutto risveglio per le suore

E proprio per questo motivo gli investigatori starebbero pensando a un basista. Ovvero, a qualcuno che era a conoscenza della somma in contanti e del luogo esatto dove questa era tenuta. Qualcuno che potrebbe aver dato tutte questa informazioni ai ladri che hanno poi commesso il colpo, nella notte tra lunedì 22 novembre e martedì 23 novembre, alle spalle delle povere suore. Questo genere di furto non è purtroppo il solo avvenuto in notturna negli istituti religiosi di Roma. A volte sono state proprio le religiose a riuscire a beccare in flagrante i ladri. Purtroppo però questa volta non è successo e il colpo è andato a buon fine.

A denunciare il furto alle forze dell'ordine sono state le sorelle dell'istituto. Le suore hanno dato l'allarme lo scorso martedì alle prime luci dell'alba, quando si sono svegliate e si sono rese conto del misfatto ai danni del convento. Secondo gli investigatori i ladri avrebbero seguito un copione e, soprattutto, avrebbero ben saputo dove recarsi per trovare i soldi. Infatti si sarebbero subito diretti nell'ufficio dove si trovava la cassaforte, protetto dalle grate alle finestre. Dopo essere riusciti a piegare le sbarre in metallo e a entrare nella stanza, hanno scassinato la cassaforte. Nel convento nessuno si è accorto di nulla.

I ladri sono scappati con la refurtiva

Alcuni pezzi del contenitore sono stati acquisiti dagli investigatori che analizzeranno i resti cercando qualche indizio utile a risolvere il caso. Trovare eventuali impronte potrebbe servire perché magari sono appartenenti a personaggi già schedati e ben noti alle forze dell'ordine. Anche la fuga non ha creato problemi ai ladri che, con la refurtiva, non hanno incontrato problemi a lasciare il convento e fare perdere le proprie tracce svanendo nel nulla. Ancora non è stato reso noto se l'istituto religioso fosse protetto da un sistema d'allarme e, nel caso, perché non sia scattato. Le indagini stanno anche cercando di appurare se questo furto sia collegabile ad altri analoghi che ci sono stati nella Capitale a partire dal 2018. L'ipotesi di un basista continua a tenere banco.

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