Torre Maura, sassi contro il centro migranti con due positivi al Covid

Scoppia la rabbia dei residenti contro alcuni ospiti del centro di prima accoglienza Paolo Savi, dove due stranieri sono risultati positivi al virus. Ieri il lancio di sassi contro un migrante che stava uscendo scavalcando la recinzione

Tensioni ieri al centro di prima accoglienza Paolo Savi, a Torre Maura, che ospita una sessantina di migranti. Nei giorni scorsi due di loro sono risultati positivi al Covid-19 e tra i residenti della zona, la stessa dove esattamente un anno fa si scatenò una vera e propria rivolta contro l’arrivo di alcune famiglie rom in emergenza abitativa, è scoppiata la psicosi.

Chi abita davanti al centro di accoglienza accusa gli ospiti di non rispettare l’isolamento imposto dalla Asl e dalla cooperativa che gestisce la struttura. "Ieri alcuni residenti hanno visto uno degli ospiti scavalcare la recinzione e dai balconi gli hanno urlato di tornare dentro", racconta al Giornale.it Emanuele Licopodio, presidente del Comitato Popolare Roma Est. "La persona che stava uscendo gli ha risposto male – prosegue la ricostruzione - è iniziata una lite e le persone hanno iniziato a lanciare pietre e altri oggetti in direzione del centro d’accoglienza dalle loro case".

"In teoria dovrebbero restare all’interno – sottolinea l’attivista – ma in pratica fanno come gli pare". "Perché io devo stare dentro e loro possono uscire?", si domanda una signora in un filmato girato dai residenti qualche minuto dopo il diverbio, mentre inquadra gli agenti della Polizia Locale e delle forze dell’ordine intervenute per placare gli animi. La cooperativa Medihospes, che gestisce il centro, fa sapere che per scoraggiare ulteriori uscite, come quella che ieri è stata motivo di scontro tra gli ospiti e gli abitanti della zona, è stata alzata la recinzione perimetrale che circonda l’edificio e chiesta la sorveglianza dei vigili 24 ore su 24.

I due stranieri risultati positivi al coronavirus sono ricoverati al Policlinico Umberto I e all’ospedale Tor Vergata. I compagni di stanza che hanno avuto contatti diretti con loro sono stati messi in quarantena e trasferiti in altre strutture. Gli ospiti che sono rimasti nel centro di via Paolo Savi e il personale, invece, sono stati sottoposti ai test e si trovano in regime di sorveglianza sanitaria. I primi risultati dei tamponi sono tutti negativi, comunicano dalla cooperativa. Gli altri arriveranno nei prossimi giorni.

"Gli ospiti non sono in carcere, possono entrare e uscire nei limiti previsti dai decreti del presidente del Consiglio dei Ministri, poi c’è qualcuno che strumentalizza queste uscite per altri motivi", spiega uno dei responsabili del centro raggiunto al telefono dal Giornale.it. "Le proteste sono durate cinque minuti e stamattina la situazione si è tranquillizzata, per il resto stiamo seguendo alla lettera i protocolli dell’azienda e della Asl", fanno sapere dal centro di prima accoglienza, chiarendo come gli operatori abbiano cercato di mediare con i migranti accolti nella struttura, "spiegando che si tratta di un momento particolare" e chiedendo loro di "avere un po’ di pazienza in più" viste le circostanze.

"Come spesso accade, c’è chi la prende con filosofia e chi reagisce diversamente", specificano dalla cooperativa. I residenti della zona parlano di tensioni che si sarebbero verificate anche oggi all’interno della struttura, ma da via Paolo Savi smentiscono e assicurano che non ci sono state proteste da parte dei rifugiati.

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Commenti

mimmo1960

Mer, 08/04/2020 - 18:44

Se non ci fossero i baldi giovani a vitto e alloggio non si starebbe bene?? perchè dobbiamo complicarci la vita?? mistero.

Albius50

Mer, 08/04/2020 - 19:00

Gli OSPITI non hanno nessuna scusa x uscire, visto che hanno VITTO e ALLOGGIO GRATIS pagato dagli ITALIANI.