La «Rosa» attira i professori

La Rosa nel pugno torna agli anni Settanta con il motto «O la scegli o la sciogli». È il nuovo invito a sostenere un piccolo partito che si propone grandi battaglie civili. Per questo, il partito ha fatto pubblicità a questa campagna di adesioni attraverso un’intera pagina del quotidiano Il riformista. All’iniziativa hanno dato il loro appoggio decine di professori ordinari delle università italiane oltre a presidi, rettori e docenti emeriti. L’elenco completo è disponibile sul sito internet www.rosanelpugno.it mentre nella pagina del quotidiano viene fornito un ampio stralcio che comprende solo una parte dei sostenitori radicali dell’intellighenzia universitaria attuale. Spiccano nomi significativi come quelli di Gianfranco Pasquino, Giulio Giorello, Nicola Tranfaglia, Stefano Passigli, solo per citarne alcuni. Tutti uniti dal comune auspicio affinché «la rosa nel pugno non si spenga sul nascere», come recita il titolo di testa sotto il quale si leggono le finalità di questo appello.

I sondaggi, avari di fiducia nel movimento, erede del partito radicale, mettono in apprensione i suoi fondatori, i quali si rivolgono ora a quanti hanno a cuore le battaglie civili condotte in passato dalla rosa nel pugno e quelle che ancora aspettano di essere sottoposte alla pubblica opinione. Temi che dovrebbero unire laici, socialisti, liberali e radicali, come recita la sigla nel logo del movimento di Marco Pannella.

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