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"La Rosa camuna al chirurgo Baruffaldi che opera i ragazzi"

Il consigliere regionale di Fi Giulio Gallera propone l'onorificenza per il medico del Niguarda

"La Rosa camuna al chirurgo Baruffaldi che opera i ragazzi"
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Giulio Gallera, ex assessore al Welfare, conosce bene il valore della sanità lombarda oggi in prima linea nella cura dei feriti a Crans-Montana: "Un sistema composto innanzitutto da grandi professionisti, come il professor Baruffaldi, direttore del Centro ustioni del Niguarda che candiderò alla Rosa Camuna" spiega il forzista. "Nonostante gli attacchi, sui tumori, sulle malattie rare e sulle grandi emergenze non c'è niente come la Lombardia" aggiunge guardando alle sfide del nuovo anno. Dalla riforma della giustizia che "va spiegata anche ai cittadini delle case popolari", alle Olimpiadi invernali, "una vetrina che Milano sta sprecando". Fino, ovviamente, alla partita delle comunali che entrerà nel vivo: "L'errore più grande è attendere per sapere chi candiderà la sinistra. Il centrodestra deve cambiare atteggiamento. Con la sindrome dello sconfitto non si va da nessuna parte".

Gallera, il rapporto con Baruffaldi nasce quando lei era a Palazzo Lombardia.

"Un chirurgo plastico specializzato in chirurgia ricostruttiva ed estetica che ha eseguito interventi sulle modelle più importanti e ha scelto di rimanere a fare servizio pubblico rinunciando a guadagnare il triplo. Quello di Baruffaldi è un bellissimo messaggio per i giovani. Anche per quelli che vorrebbero fare chirurgia estetica solo per i soldi. La nostra sanità è sempre oggetto di attacchi immotivati. I problemi ci sono, ma siamo ancora un'eccellenza. Lo abbiamo visto anche con il Covid: la scienza ha dimostrato che abbiamo salvato tante vite grazie ai nostri professionisti".

Sulla giustizia come vi state preparando?

"Con il comitato intitolato ad Enzo Tortora andremo in tutte le Province per parlare alle persone comuni, perché questa è una battaglia che riguarda tutti. Non si può vivere nella paura di un'indagine che segnerà tutta la tua vita, anche se un tribunale ti assolverà dopo tanti anni. Io, per aver svolto il mio lavoro, sono stato trattato come un criminale durante una tragedia come il Covid, con la richiesta di controllarmi i telefoni e ascoltarmi con le cimici. Ti senti impotente davanti a un potere che vuole schiacciarti".

A Milano si respira l'aria olimpica?

"No e per ora è un'occasione mancata, l'ennesima di questa amministrazione sempre più stanca e disinteressata. I Giochi sono una grande vetrina che il Comune di Milano non sta sfruttando. In città non c'è nemmeno una bandiera e non si respira l'aria olimpica".

A un anno e mezzo dalle elezioni comunali nel centrodestra tutto tace.

"Si discute solo di candidati civici o politici e di allargare la coalizione, senza garanzie, a chi oggi sta dall'altra parte. Una postura di rincorsa, come se ci sentissimo in difetto perché siamo in svantaggio. Noi, invece, dobbiamo avere la consapevolezza di poter vincere perché abbiamo le ricette giuste. I vari Majorino, Maran e Scavuzzo sono tutti temibili, ma battibili: sono stati l'anima di 15 anni disastrosi della sinistra, anche se ora invocano discontinuità con un'operazione di rimozione inaccettabile".

E quindi?

"Il mio invito al centrodestra è di cambiare atteggiamento e di non mettere Milano all'ultimo posto rispetto alle politiche e alle regionali. Il candidato non va scelto a ridosso e bisogna iniziare ad ascoltare e a scrivere il programma. O vinciamo adesso o il rischio è di lasciare Milano alla sinistra per un quarto di secolo. E questo vorrebbe dire perdere ogni legame con la città".

Lei sarebbe pronto a dare un contributo?

"Io sono un milanese

innamorato della mia città. In campagna elettorale darò il meglio per far vincere il centrodestra. Sono impegnato in Regione fino al 2028, ma sono un soldato di Forza Italia e farò quello che mi chiedono il partito e gli alleati".

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