Rotoli di carta igienica per ripulire Brera dagli abusivi

Ieri in Galleria provocatoria iniziativa del Comitato dei residenti: «Rivogliamo il quartiere degli artisti»

Un lenzuolo per terra, con rotoli di carta igienica in vendita. È il «mercato abusivo» allestito ieri pomeriggio dal Comitato Brera all'Ottagono, in Galleria Vittorio Emanuele. Per suggerire all'amministrazione di Palazzo Marino di «ripulire» il quartiere degli artisti dai banchetti di vendita di merce contraffatta e «dire basta al degrado da troppo tempo tollerato».
L'iniziativa è stata promossa dal Comitato dei residenti di Brera insieme con il consigliere provinciale di Alleanza nazionale, Giovanni De Nicola, ed è stata pensata soprattutto come «protesta all'insegna della morbidezza per restituire l'identità al quartiere degli artisti».
Ma «se nessuno interverrà - ha spiegato De Nicola - la ripeteremo anche il prossimo 7 dicembre, a Sant’Ambrogio, quando alla prima della Scala andrà in scena l’“Idomeneo re di Creta”, di Mozart. E proprio allora noi saremo davanti al tempio dalla lirica».
«Noi abbiamo deciso di improvvisare questo mercato nel cuore della città, nel salotto buono dei milanesi - ha aggiunto De Nicola - proprio perché vendere il taroccato, la merce contraffatta, è il nuovo business nel centro di Milano. Ma noi non ci arrendiamo e speriamo che con questa iniziativa, con questo provocatorio regalo di carta igienica, qualcosa si possa muovere e il nostro bel quartiere possa riappropriarsi della sua identità».
E per Luciano Paccagnella, artista e aderente al Comitato Brera, «è una battaglia da fare per il mio quartiere e per difendere i suoi pittori. So cosa vuol dire stare per strada al freddo e non vendere nulla, ma il mercato che assedia i negozi e le esposizioni dei pittori, spesso persino intimoriti dagli abusivi, non è più tollerabile. Dostoevskij diceva che “è la bellezza che salverà il mondo”, ma nelle vie di Brera ora non c'è bellezza». E aggiunge: «Il mio quartiere, quello degli artisti, in questo momento è triste e i suoi abitanti non sono felici. Chiediamo solo che si intervenga».

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