Rueda svela le «nature morte» che si nascondono in cucina

Rueda svela le «nature morte» che si nascondono in cucina

Una straordinaria cornice classica per le sculture di Gerardo Rueda. Arriva nella Città Eterna la prima retrospettiva del celebrato artista spagnolo che sarà ospitata fino al 22 novembre degli spazi dei Mercati di Traiano, una location abituata negli ultimi anni a dialogare con artisti contemporanei.
Così dopo Anthony Caro, Richard Serra e Igor Mitoraj, il sito archeologico accoglierà ben 32 opere del maestro spagnolo che proprio con il mondo dell’arte e della cultura classica ha sempre avuto un rapporto privilegiato tanto che il percorso espositivo ben si adatta alle colonne e ai capitelli della Roma classica. «Per noi è importante ospitare questa retrospettiva di un artista con una radicata formazione italiana - sottolinea Lucrezia Ungaro, responsabile del museo dei Fori Imperiali che ha contribuito all’allestimento della mostra insieme con i rappresentanti della fondazione Gerardo Rueda -. Si tratta di uno scultore con un bagaglio classico abilmente tradotto nel contemporaneo giocando con i volumi, attraverso un’immersione nei colori e con l’utilizzo di materiali come l’acciaio. Manca la pittura di Rueda ma certo non per negligenza ma per le particolari condizioni climatiche dei Mercati».
Questo scultore scomparso nel 1996 e consacrato dalla Biennale di Venezia del 1960 che lo ha chiamato a rappresentare il padiglione spagnolo, ha legato la sua arte alla lavorazione del legno, dell’acciaio e del bronzo dipinti con colori che sono diventati in Spagna le sue griffe.
La mostra romana propone le sculture in arrivo dalla fondazione Gerardo Rueda di Madrid e dall’Insitut Valencia d’Art Modern: la prima sala accoglie i modelli delle opere in bronzo che Rueda ha preparato per l’Expò di Siviglia del 1992, a seguire Eva, una creazione su una struttura di bronzo a cui, con un pizzico di fantasia, ha aggiunto una mela, opera che richiama molto Newton, lavoro dello stesso anno dipinto su una struttura di legno; e poi ancora Manhattan, una miniatura in ferro di una fontana. La seconda sala, invece, lascia spazio prevalentemente ai Bodegon, delle particolari nature morte realizzate però con oggetti pescati dalla vita di tutti i giorni, specie utensili da cucina: un grande tappo di sughero o ancora tazze e anfore in legno e lamiera (Natura morta 1995).
Il percorso espositivo si conclude nella parte esterna dei Mercati che accoglie alcuni lavori di consistenti dimensioni: come Tavolo (1986) una grande scultura in acciaio.
È possibile visitare l’esposizione (l’ingresso è in via IV Novembre, 94) dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, e non è prevista nessuna integrazione per la mostra sul prezzo del biglietto di ingresso al museo (6,50 euro).

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