S. Maria delle Grazie Le Suite di Bach e il violoncello di Natalia Gutman

La violoncellista Natalia Gutman incarna la - ormai ex - grande scuola russa. Ha attraversato in pieno un'epoca che vide artisti escogitare i più disparati stratagemmi pur di sottrarsi ai diktat sovietici, con le eroiche fughe degli anni Ottanta spesso verso gli Usa. La stessa Gutman s'è dovuta confrontare per anni con i servizi di sicurezza comunisti vedendosi negata, almeno all'inizio, la carriera internazionale. Del resto, quando si affacciava alla ribalta, correvano gli anni Settanta, anni in cui la Russia «perdeva» una delle sue più preziose gemme come il violoncellista Rostropovich, mentore della Gutman. Che in un certo senso possiamo considerare depositaria della scuola di un sì grande maestro, anche lui in Europa dal 1974. La Gutman è così cresciuta nella Russia di artisti ormai leggenda, giovanissima si trovò a collaborare con un pianista epocale come Richter e un violinista, poi suo marito, come Kagan. Di Rostropovich fu dichiaratamente l'allieva prediletta. Sarà, dunque, un Bach d'autore quello che la Gutman offrirà domani (ore 21), in Santa Maria delle Grazie: il Bach della Prima, Quarta e Quinta Suite. Senza dubbio, questo rappresenta uno dei recital di maggior pregio del Festival MiTo. Un'occasione speciale per assaporare una solitaria Gutman dopo averla sentita, anche a Milano, in duo con pianiste del calibro di Elissò Virsaladze o Martha Argerich, e partner violinistici come Yuri Bashmet. La Gutman lavora con orchestre dirette da direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Muti, Yuri Temirkanov. E pure, in epoche lontane, Sergiu Celibidache.