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Sala respinge le critiche. "Malangone in Atm? Troppo giustizialismo"

Il fedelissimo dg è tra gli indagati su San Siro. "Malpensa a Berlusconi? Non faccio appello"

Sala respinge le critiche. "Malangone in Atm? Troppo giustizialismo"
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"Respingo al mittente ogni polemica". Il sindaco difende a spada tratta il direttore generale Christian Malangone, uno dei suoi fedelissimi. É stato suo vice quando Beppe Sala era dg in Comune ai tempi della giunta Moratti, Sala l'ha voluto al suo fianco in Expo 2015 e l'ha richiamato a Palazzo Marino quando è stato eletto. Durante il primo e secondo mandato gli ha affidato tutti i dossier più delicati. Ora che si sta per aprire un'operazione delicata in Atm, la creazione di una cordata con Webuild e Hitachi Rail per aggiudicarsi la gara per il servizio di trasporto pubblico, vuole un uomo di fiducia nel board. Malangone ovviamente. La firma sull'atto di designazione per il cda - in vista di un futuro da dg, non subito perchè sarebbe incompatibile col ruolo in Comune - era pronta ma è stata congelata fino a domani. L'opposizione ha sollevato polemiche perchè il dg è tra i 9 indagati nell'inchiesta sulla vendita di San Siro. Ha chiesto e ottenuto due giorni fa la convocazione di una commissione per audire i candidati indicati da Sala per il nuovo cda e durante la seduta ci sono state proteste bipartisan, anche il Pd Alessandro Giungi o la capogruppo dei Verdi Francesca Cucchiara hanno sollevato una questione di "inopportunità politica". Cucchiara ha chiesto a Malangone di "non accettare l'incarico fino all'esito dell'inchiesta". Giungi critica anche il doppio incarico. La chiusura della Commissione è stata rinviata a domani, ma c'è da scommettere che - a prescindere dall'esito e dalle contestazioni - un minuto dopo Sala firmerà la nomina. Ieri ha spiegato le sue "tre ragioni". Prima: "Chi mi succederà avrà un problema enorme di bilancio, perché il trasporto pubblico ha un costo che non è coperto da biglietti, abbonamenti e dal contributo dello Stato. Noi ce la siamo cavata in questi anni con grande fantasia e attivismo. Siccome c'è da presumere che non sarà facile, con i tempi che corrono, aumentare il prezzo del biglietto, e non sarà assolutamente pensabile che lo Stato ci dia più soldi, bisogna cercare maggiore efficienza in Atm. Se si ragiona in questo modo, si capisce che Malangone è un valore perché conosce più di ogni altro la logica del servizio, dei costi e dei conti. Se deve prevalere la critica per la critica, invece no". Sui dubbi legati all'inchiesta invece replica che "alla fine mi sembra che ci sia l'idea di essere un po' giustizialisti da tutte le parti politiche. Io non lo sono per niente, anzi, quindi anche per questo motivo a mio parere è giusto che Malangone venga candidato nel Cda". Terzo, "è anche figlio di un tranviere - afferma -. Questo non è un merito in sé, ma ha potuto studiare anche grazie al lavoro di suo padre (e alle borse di studio Atm, ndr.) e ha una passione innata verso questa azienda".

Sala anticipa invece che il Comune non si appellerà contro la sentenza che ha rigettato il ricorso contro l'intitolazione dello scalo di Malpensa a Silvio Berlusconi, "ormai si chiamerà così - dice -, preciso che la nostra azione non era tanto mossa da una riflessione politica relativa a chi era, ma

secondo me è difficile da accettare che il suo nome, legittimamente, appare ancora nel simbolo di un partito", Forza Italia. "Noi - sostiene - dedichiamo un aeroporto di tutti a un partito di fatto e non lo trovo corretto".

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