I saggi che Orwell scrisse durante e dopo gli anni alla BBC il dialogo immaginario con Swift, Letteratura e totalitarismo, Propaganda e linguaggio popolare sono già disponibili in italiano nel Meridiano Mondadori curato da Guido Bulla (2000). Quello che Luni Editrice pubblica ora è qualcosa di diverso e per certi versi più illuminante: il materiale grezzo che quel laboratorio produceva ogni giorno. I discorsi radiofonici propagandistici, i commenti militari settimanali destinati all'India, le sceneggiature dei programmi sperimentali, le lettere di servizio a Forster, Anand, Ogden. Testi che Orwell non avrebbe mai considerato degni di pubblicazione e che invece dicono più dei saggi finiti su come 1984 e La fattoria degli animali siano stati scritti.
I due volumi, curati da W. J. West e tradotti da Andrea Amato, raccolgono il corpus BBC scoperto nel 1984 coincidenza reale, non costruita negli archivi di Caversham Park, vicino a Reading: oltre sessanta scritti archiviati sotto i nomi degli speaker indiani che li avevano letti in onda, non sotto quello di chi li aveva scritti. La censura più efficace, come avrebbe detto Orwell stesso, non ha bisogno di essere intenzionale.
Orwell entra alla BBC nel 1941. Il lavoro che gli viene affidato è paradossale: deve convincere gli ascoltatori indiani che combattere a fianco della Gran Bretagna sia preferibile alla liberazione promessa dai giapponesi. Lui, che aveva scritto con chiarezza inequivocabile che l'India doveva essere resa indipendente al più presto. Il lavoro quotidiano è descritto nei Diari di guerra con insofferenza crescente. Ma West dimostra che quegli anni non furono affatto sprecati: furono il laboratorio in cui presero forma La fattoria degli animali e 1984.
Il primo meccanismo che plasma i romanzi è la censura. Orwell scopre fin dai primi mesi che alla BBC non viene trasmessa una sola parola che non sia stata approvata due volte: una per motivi di sicurezza militare, una per motivi politici, entrambe a cura del Ministero dell'Informazione. Il Ministero ha sede nella Senate House di Londra: l'edificio più alto della città durante la guerra, visibile dal tetto del condominio di Orwell a St John's Wood esattamente come il Ministero della Verità è visibile dalla finestra di Winston Smith.
Il secondo filo che lega la BBC ai romanzi è linguistico. Il Basic English di C.K. Ogden era una lingua artificiale ridotta a 850 parole, concepita come strumento di comunicazione internazionale. Orwell ne era affascinato e insieme diffidente: ne apprezzava la capacità di smascherare le sciocchezze, ma ne temeva le implicazioni di controllo. Chi riduce il vocabolario, riduce il pensiero.
Nell'autunno del 1943 Churchill annunciò a Harvard la sua conversione al Basic e istituì un comitato del Gabinetto di guerra per diffonderlo attraverso la BBC. Il collega di Orwell William Empson, incaricato di tradurre i bollettini settimanali, scrisse a Ogden una lettera disperata: come si dice manovra a tenaglia in Basic? Come si gestisce una frase ambigua che due traduttori cinesi rendono in due modi opposti, uno per Chungking e uno per le zone occupate dai giapponesi? Il comitato prevedeva che il Ministero dell'Informazione avesse il controllo totale sulla diffusione della nuova lingua. I burocrati che avevano censurato le trasmissioni di Orwell e bloccato la pubblicazione de La fattoria degli animali sarebbero stati incaricati di tradurre Wordsworth in Basic. La figura al vertice del Ministero era nota nei corridoi come B.B.. L'indirizzo telegrafico del Ministero era MINIFORM. Il Ministero della Verità in 1984 si chiama MINITRUE. La Neolingua non è un'invenzione distopica: è il Basic English visto dalla parte sbagliata.
Tra i testi operativi figura anche il dialogo immaginario con Jonathan Swift, poi confluito nel Meridiano Bulla come saggio compiuto. Vale la pena ricordarlo nel contesto del corpus BBC perché lì rivela la sua funzione originaria: non un pezzo letterario ma un esercizio di autocritica mascherata da teatro radiofonico. Orwell fa materializzare lo spettro di Swift in studio e ingaggia con lui un duello che perde sistematicamente. Sui progressi tecnici Swift risponde: Gli edifici sono più alti e i veicoli più veloci. Una battaglia uccide un milione di persone dove prima ne uccideva mille. Sull'istruzione di massa: È per questo che sono così facili da ingannare. I vostri antenati non sarebbero stati così creduloni da credere ai vostri quotidiani. Orwell ammette: Sto perdendo questa discussione. L'uomo che produce propaganda si chiede, attraverso Swift, se la propaganda serva a qualcosa. Il totalitarismo come struttura permanente della stupidità umana, non come anomalia storica: è già la tesi di 1984.
La fattoria degli animali ha un'origine concreta che West ricostruisce con precisione. Durante gli anni BBC, Orwell adattò per la radio un racconto di D.H. Lawrence, The Fox, un'allegoria politica ambientata in un allevamento di maiali. West è diretto: l'ispirazione è evidente a chiunque dia una rapida occhiata al libro. Quasi ad ammetterlo, Orwell inserisce alla fine del primo capitolo de La fattoria degli animali l'episodio di una volpe che entra in un cortile. Il lavoro di adattamento radiofonico la necessità di strutture narrative essenziali, prive di qualsiasi grasso spiega anche la perfezione formale del libro, così diversa da tutto ciò che aveva scritto prima della guerra. L'intuizione era vecchia: in Perché scrivo Orwell racconta di aver visto un ragazzino frustare un enorme cavallo da tiro e di aver capito che se gli animali prendessero coscienza della loro forza nessuno avrebbe più potere su di loro. Il lavoro BBC fornì lo strumento formale per realizzarla. La fattoria degli animali fu completata in pochi mesi dopo le dimissioni, nella primavera del 1944.
C'è un ultimo pezzo di questo puzzle, il più inquietante. Guy Burgess che sarà poi rivelato come una delle cinque spie di Cambridge era collega di Orwell alla BBC, veterano della stessa scuola di guerriglia di Osterley Park, compagno di Eton. West pone la domanda in modo diretto: se Orwell avesse voluto un modello per O'Brien, il funzionario del Partito che si finge alleato di Winston Smith e poi lo tortura nella Stanza 101, quale scelta migliore del suo ex amico e collega? Burgess era esattamente questo: un uomo brillante e affascinante che aveva scelto di essere strumento del partito che più odiava i valori che professava. Orwell non lo sapeva con certezza, ma lo sospettava. 1984 è anche il ritratto di un'amicizia che si rivela impossibile.
Cronache di guerra aggiunge una dimensione che i commenti letterari non hanno: quella dello scontro diretto con la propaganda nemica. Ma la contraddizione più acuta non era con il nemico esterno. Era con i documenti interni che riceveva dal Ministero. West riproduce un rapporto riservato che consigliava come gestire la comunicazione verso il mondo intorno all'imminente arresto di Gandhi e Nehru, nel 1942. Il documento è un capolavoro di lingua amministrativa applicata alla manipolazione: non si può attaccare Gandhi direttamente perché il suo nome gode ancora di grande prestigio; si possono invece citare commenti critici su di lui da parte degli stessi indiani o riferimenti favorevoli a lui nella propaganda giapponese e in quella di altri nemici. Nel frattempo si utilizzeranno tutti i canali disponibili in cui possiamo essere certi che i risultati non possano essere attribuiti a noi. L'uomo che stava inventando la Neolingua riceveva istruzioni scritte in Neolingua autentica, prodotta da funzionari.
Orwell tenne duro per due anni. Poi si dimise, e scrisse La fattoria degli animali in pochi mesi.
I due volumi di Luni arrivano tardi rispetto
all'edizione inglese (1985), ma arrivano bene. Sono libri che cambiano la lettura di 1984 e de La fattoria degli animali non aggiungendo interpretazioni esterne ma restituendo il contesto materiale da cui quei libri sono nati.