In arrivo nuovi farmaci inibitori per combattere il tumore al colon

Nuove speranze per coloro che sono affetti da tumore al colon retto. Uno studio italiano ha rilevato una terapia innovativa a base di farmaci inibitori che limiteranno l’utilizzo della chemio

In arrivo nuovi farmaci per combattere il tumore al colon retto.

Solo nel 2019, in Italia si sono registrate circa 49mila nuove diagnosi. I tumori del colon-retto rappresentano la terza neoplasia che comporta numerosi casi di moralità. Colpisce sia gli uomini che le donne. La fascia di età prevalentemente colpita è quella compresa fra i 60 e i 75 anni. La distribuzione geografica della patologia è molto disomogenea. Nelle regioni del Nord rispetto a quelle del Centro l’incidenza è più alta del 7% (sia negli uomini sia nelle donne). Nel Mezzogiorno invece l’incidenza è attualmente più bassa.

Attualmente in Italia vivono circa 481.000 persone con pregressa diagnosi di tumore del colon-retto. La notizia confortante su nuove innovative terapie in grado di limitare l’uso della chemioterapia arriva da uno studio italiano. È stato condotto dal team di ricerca dell’Istituto di Candiolo IRCCS e dall’Università di Torino. La ricerca del dettaglio è stata pubblicata sulla rivista scientifica Clinical Cancer Research.

Questo studio innovativo apre la via a studi clinici in grado di rilevare nuovi ed innovativi farmaci in grado di combattere efficacemente e con risultati soddisfacenti questa neoplasia. L’obiettivo è quello di evitare il più possibile il ricorso alla chemioterapia che a lungo andare risulta tossica per l’organismo del paziente. I ricercatori del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Trino hanno studiato una particolare categoria di farmaci, gli inibitori dell’enzima PARP. Non è altro che la proteina che ripara il DNA delle cellule tumorali.

Questi farmaci potrebbero essere testati come terapia di mantenimento per quei pazienti affetti da carcinoma al colon-retto che in precedenza hanno risposto bene e a lungo alla chemioterapia a base di oxaliplatino. Questa nuova strategia utilizza gli organoidi. Sono le colture in vitro di tessuti dei pazienti. Grazie ad esse i nuovi farmaci sono testati rapidamente ed è possibile creare terapie personalizzate. Il prossimo passo sarà trasferire le osservazioni fatte in laboratorio in un trial clinico. Fin’ora i PARP inibitori erano utilizzati per curare il tumore all’ovaio. Il loro utilizzo ha riscosso risultati soddisfacenti.

Secondo il team di ricerca italiano questi farmaci potrebbero essere utili per curare in futuro numerosi tipologie di cancro. La chemioterapia a base di oxaliplatino danneggia il DNA delle cellule dei tumori. Spesso riesce a bloccare la crescita delle forme più avanzate di cancro al colon-retto. Tuttavia, molti pazienti devono interrompere i cicli di trattamento per l’alta tossicità. I PARP-inibitori servono proprio per tenere a bada la malattia quando il paziente non può più sottoporsi alla chemioterapia.

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