Broncopneumopatia cronica ostruttiva, quali sono i sintomi?

Agli esordi la sintomatologia è spesso subdola e poco chiara. Ci sono, tuttavia, dei segni clinici che devono destare sospetti

Broncopneumopatia cronica ostruttiva, quali sono i sintomi?

Secondo recenti stime ne soffrirebbero circa 329 milioni di soggetti, ovvero il 4,8% della popolazione mondiale. Diversamente dal passato, uomini e donne (in particolare di età superiore ai 40 anni e con il vizio del fumo) sono colpiti in egual misura. La broncopneumopatia cronica ostruttiva, o BPCO, è una grave malattia respiratoria provocata dal restringimento patologico delle vie aeree e dell'albero bronchiale (bronchi, bronchioli) e da una serie di conseguenti difficoltà di respiro. Il termine 'broncopneumopatia' è collegato al fatto che la patologia causa il deterioramento dei bronchi e dei polmoni. L'aggettivo 'cronica' si riferisce al suo decorso lento, progressivo e irreversibile. L'attributo 'ostruttiva', infine, indica appunto l'ostruzione delle vie aeree generata dal disturbo.

La causa principale della broncopneumopatia cronica ostruttiva è, senza dubbio, il tabagismo. Nel fumo di sigaretta sono contenute sostanze dannose che, a lungo andare, instaurano un'infiammazione a livello polmonare. Questi organi, restringendosi, impediscono una corretta e completa espirazione. Diversi, poi, sono gli altri fattori di rischio alla base della patologia. Innanzitutto l'esposizione prolungata, per motivi di lavoro, a polveri e sostanze chimiche quali il cadmio, la silice, gli isocianati, la polvere di carbone e quella prodotta dalla lavorazione del grano. Sotto la lente di ingrandimento anche la presenza di una malattia genetica nota come deficit di alfa-1-antitripsina. Si tratta di una proteina prodotta dal fegato e deputata a proteggere i polmoni. Da non sottovalutare, infine, il fumo passivo di sigaretta e l'esposizione all'inquinamento ambientale.

L'esordio della broncopneumopatia cronica ostruttiva è subdolo. I sintomi sono poco chiari e diventano significativi solo quando la malattia ha ormai raggiunto uno stadio avanzato, difficilmente trattabile con le terapie. I segni clinici che devono destare sospetti all'inizio, includono tosse frequente con o senza catarro e/o limitazione dei flussi respiratori in assenza di altri disturbi polmonari. Con il passare del tempo la sintomatologia si fa più articolata: tosse cronica con grave espettorazione, dispnea (mancanza di fiato) durante sforzi fisici importanti, moderati o addirittura a riposo, spossatezza, perdita di peso. Ancora gonfiore alle caviglie, tendenza a sviluppare infezioni respiratorie acute, lentezza nel guarire anche da un semplice raffreddore.

La malattia peggiora nel tempo in maniera costante, tuttavia a volte possono verificarsi delle improvvise riacutizzazioni. Quando è in stadio avanzato, non è raro che la broncopneumopatia cronica ostruttiva dia luogo a complicazioni alcune delle quali anche fatali. Tra queste rientrano le polmoniti acute che vanno a ridurre ulteriormente le capacità respiratorie, i problemi cardiaci (in particolar modo l'infarto), il tumore al polmone, l'ipertensione polmonare. Si tratta dell'innalzamento patologico della pressione sanguigna all'interno delle arterie polmonari. Questa condizione, spesso, risulta mortale per il paziente. Da non dimenticare, infine, la depressione che deriva dalla necessità continua di cure e dall'incapacità di svolgere senza affanni azioni banali della vita quotidiana.

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