Il cervello non smette di "sentire": cosa succede in punto di morte

Lo studio, pubblicato sulla rivista 'Scientific Reports', è stato condotto dai ricercatori dell'università della British Columbia

Per gli antichi Greci l'uomo era un essere mortale e, in quanto tale, doveva vivere la morte. Il concetto di limite si sgretolava per accogliere in sé una nuova concezione. Non più impedimento, dunque, ma riscoperta delle proprie potenzialità. Non a caso Socrate consigliava di non perdere tempo in vani passatempi, era bene invece indirizzare la concentrazione verso tutto ciò che si era realmente in grado di compiere. Per i Romani la dipartita veniva considerata impura, al momento del decesso di un congiunto i familiari si occupavano della sepoltura e della purificazione della famiglia stessa. Da sempre il pensiero del trapasso si è acquattato in penombra nell'animo degli esseri umani, suscitando curiosità e al contempo angoscia. Cosa accade al cervello negli ultimi istanti che precedono la morte?

A questa domanda hanno cercato di rispondere alcuni ricercatori (guidati da Elizabeth Blundon) dell'università della British Columbia, giungendo alla conclusione che anche quando la fine è prossima e non si risponde più ad alcuno stimolo, il cervello continua a sentire le parole e i suoni che giungono dall'esterno. L'udito sarebbe così l'ultimo dei cinque sensi a spegnersi. Lo studio, pubblicato sulla rivista 'Scientific Reports', è stato condotto sui malati di un hospice di Vancouver sia nel momento in cui erano ancora coscienti, sia quando non lo erano più. Tramite elettroencefalogramma, gli scienziati hanno confrontato i dati di questi pazienti con quelli di soggetti sani. Dagli stessi è emerso che un cervello morente possiede la capacità di rispondere al suono, anche in uno stato di incoscienza, fino alle ultime ore di vita. Ciò ha dell'incredibile se si pensa che nel breve periodo che precede la dipartita, molti individui entrano in una fase di non responsività.

La risposta del cervello monitorata con l'elettroencefalogramma ha rivelato che alcuni soggetti, anche a poche ore dal trapasso, rispondevano in maniera simile a quelli giovani e sani. Secondo uno dei ricercatori, Lawrence Ward, si sono potuti identificare degli specifici processi cognitivi in entrambi i gruppi sottoposti a sperimentazione. La scoperta avvalora quanto è stato già rilevato nell'esperienza professionale di medici e infermieri di hospice, ovvero che i suoni e le voci delle persone amate offrono conforto a chi sta esalando gli ultimi respiri. Tuttavia gli studiosi sono cauti. Non sono stati, infatti, in grado di confermare se i morenti comprendono ciò che sentono. Conclude Gallagher, un altro ricercatore: "Non possiamo sapere se stanno ricordando, identificando la voce o capendo il linguaggio pur rispondendo allo stimolo uditivo. L'idea però è che dobbiamo continuare a parlare alla gente quando sta morendo perché qualcosa accade nel loro cervello".

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Commenti
Ritratto di Don Sergio Simonetti

Don Sergio Simonetti

Ven, 10/07/2020 - 11:24

Splendido articolo, parlare della morte fa sempre bene: esorcizza il male e fa vedere come la vita sia più complessa di quanto si creda di solito.

antonmessina

Ven, 10/07/2020 - 11:43

spero che le mie parole abbiano confortao oltre la morte.. e che qualcuno cisia a dirmele quando sarà la mia ora..

steacanessa

Ven, 10/07/2020 - 12:33

Ecco un’altra fregatura che mi devo aspettare dalla sordità.

Ritratto di cicopico

cicopico

Ven, 10/07/2020 - 14:42

tutto vero sono d'accordo e proprio cosi.

manfredog

Ven, 10/07/2020 - 14:55

...se è così, almeno anche chi non è cosciente non muore solo, ma sente accanto a se qualcuno e qualcosa, e non è poco, anche se poi si muore. Si muore sempre soli, si, ma così, gli ultimi istanti di vita, si è con qualcuno, in ogni caso. mg.

roberto67

Ven, 10/07/2020 - 15:36

Non è una grande novità: a parte che non è il primo studio di questo tipo, anche chi si risveglia da stati di coma profondo racconta di aver potuto sentire tutto.

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bonoitalianoma

Ven, 10/07/2020 - 17:25

A mio zio in punto di morte gli si sono come spurgate le orecchie, ovvero dal condotto uditivo è fuoriuscito simil cerume ... forse è attinente all'attività dell'udito nel momento estremo?