Covid, per la diagnosi basta l'analisi della voce

Diagnosticare il Covid-19 tramite la voce: è questa la novità di una startup che ha creato un'app digitale per lo screening da remoto. Ecco come funziona

Covid, per la diagnosi basta l'analisi della voce

Scoprire se si ha il Covid semplicemente con l'analisi della voce, grazie ad un'app per lo screening da remoto. È quanto realizzato da una startup innovativa per identificare le malattie respiratorie in uno stadio iniziale e monitorare lo stato di salute dei pazienti.

Screening del virus attraverso un colpo di tosse

La prima applicazione della piattaforma è un’app digitale in grado di effettuare lo screening del Covid-19 attraverso un colpo di tosse: la web app è intuitiva, accessibile da qualsiasi dispositivo telefono o computer veloce. In pratica si accede all'applicazione web, si registra la tosse e si riceve il risultato se il virus è presente o meno nel campione di tosse.

Come per le analisi del sangue, per l’analisi della voce vengono estratti biomarcatori vocali che si collegano ad una patologia o ad un virus specifico come quello del Covid-19. Per rendere il modello sempre più accurato, sono stati raccolti campioni sonori di persone in possesso un test diagnostico RT-PCR Covid-19 e anche un PCR di altri virus respiratori come l’influenza. Attraverso l’incremento della quantità e qualità della banca dati, il modello è sempre più specifico e sensibile. Ad oggi, VoiceMed One ha una specificità del 74.4% ed è certificato CE come dispositivo medico software dal Ministero della Salute ed è iscritto al repertorio.

Cosa ci "dice" la voce (anche sul Covid)

La nostra voce è densa di informazioni e gioca un ruolo fondamentale nell'interazione sociale consentendoci di condividere emozioni, paure, opinioni e punti di vista diversi a seconda del tono e del timbro che usiamo. L'evoluzione delle tecnologie dell'analisi vocale e dei segnali sonori e dell’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) sconfinano nel settore medicale rendendo possibile l'identificazione di biomarcatori vocali per la diagnosi precoce, la classificazione di malattie respiratorie e il monitoraggio da remoto delle stesse.

Attraverso queste tecnologie, la startup ha come obiettivo quello di dare a tutti la possibilità di conoscere il proprio stato di salute, in qualunque luogo e momento. VoiceMed One è stato concepito come uno strumento di screening di massa non invasivo per prevenire possibili focolai ed ha tre possibili casi d’uso: per aziende che intendono monitorare la salute dei dipendenti e rendere il luogo di lavoro un posto sicuro, per screening massivo in aeroporti ed eventi e per essere integrato con piattaforme di telemedicina di sanità privata tramite API.

VoiceMed One: dove è utilizzata

Nata nel marzo 2020 con l'idea di poter rendere più semplice e diretto il processo che l'orecchio esperto di uno pneumologo effettua istintivamente su un paziente, ha la sua sede a Roma e Lussemburgo ed è attualmente utilizzata in due ospedali per la sperimentazione clinica: nella ASL di Torino e nel National Laboratoire de Santé del Lussemburgo, con l’obiettivo di aumentare la banca dati e le performance entro fine anno ad un 85%, puntando sulla qualità del dato, sull’esplicabilità dell'algoritmo e sulla trasparenza di processo.

La startup è stata selezionata dalla Commissione europea tra quelle vincitrici del bando Horizon 2020 “COVID-X”. Qui, un comitato scientifico indipendente ha valutato la tecnologia selezionandola come una delle realtà più promettenti a livello europeo con l'utilizzo di dati per risolvere i problemi sanitari legati al Covid-19.

Uno dei grandi problemi che stiamo vivendo oggi è la scarsa accessibilità al sistema sanitario: quando una persona ha dei sintomi come la tosse, nel 90% dei casi cerca informazioni sanitarie su internet e soltanto in seguito contatta il medico di famiglia, prenota un test diagnostico o prenota una visita con lo specialista. Il tempo per conoscere il proprio stato di salute è troppo lungo: secondo l’Eurostat, 410 milioni di europei cercano informazioni sanitarie su Google prima di contattare un medico e l’85% afferma di non trovare una risposta. Ciò nonostante, le persone non rinunciano a fare una ricerca su Big G, in quanto unico modo per avere informazioni veloci, comode e immediate.

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