Cuore: come averne cura d'inverno

Mantenere in buona salute il cuore, anche durante il periodo invernale, è possibile. Dieta sana, movimento e vestiti caldi sono tra le soluzioni più efficaci

Il cuore è un organo davvero speciale: a riposo compie 72 battiti al minuto (38 milioni di battiti all'anno) per assicurare ossigeno al nostro organismo, le sue coronarie (arterie destinate alla sua irrorazione) sono in grado di far transitare fino a 1 litro di sangue al minuto,

Questo organo si contrae in risposta a uno stimolo elettrico che si genera autonomamente dalla nostra volontà, ma è anche influenzato dal sistema nervoso che può farne accelerare o rallentare la frequenza in base alle esigenze del corpo. Da sempre ritenuto motore delle emozioni e del sentimento; sede dell'anima per gli antichi egizi che nella mummificazione lo sostituivano con lo scarabeo ad ali spiegate simbolo di rinascita. Poeti lo hanno decantato, amanti lo hanno spezzato. Una parte così importante di noi, di cui però poco ci occupiamo nella nostra vita di tutti i giorni.

Cuore, quanto ce ne prendiamo cura?

Mentre il cuore lavora instancabilmente noi lo trascuriamo. Un sondaggio (Ffk Eurisko-Associazione Italiana Cuore) riporta che 8 persone su 10 già a rischio vascolare (diabetici, ipertesi, fumatori) dichiarano di non evitare l'uso di sostanze dannose per la loro salute (sale, grassi, cibi ad altro contenuto di colesterolo); il 60% fa una vita sedentaria ed è in sovrappeso; il 17% fa abitualmente uso di alcolici. I problemi del sistema cardiocircolatorio rappresentano la prima causa di morte e disabilità al mondo e il 44% dei casi di decesso in Italia, dove ogni anno un milione e mezzo di persone soffrono di malattia coronarica, 30 mila subiscono un intervento chirurgico e 160 mila hanno avuto un infarto.

Soprattutto d'inverno la possibilità di avere problemi al cuore aumenta. Il freddo invernale richiede al nostro organismo un maggior consumo di ossigeno e, per mantenere la temperatura corporea, i vasi sanguigni e le arterie si restringono naturalmente, provocando un aumento della pressione sanguigna. Il cuore deve pompare più sangue e le coronarie, se già affette da placche di colesterolo o da depositi di aterosclerosi, rischiano attacchi di angina. Non c'è età e non è mai troppo tardi per mantenere il proprio cuore in salute.

Basta seguire pochi accorgimenti di prevenzione e il buonsenso per scongiurare del 50%, secondo gli esperti, il formarsi delle patologie cardiovascolari o migliorare la vita di chi deve conviverci. In questo inverno che si avvicina carico di nuvole nere per la nostra salute, quali sono le regole da seguire per prendersi cura del proprio cuore?

Lo abbiamo chiesto al cardiologo prof. Stefano Carugo Direttore di Cardiologia dell'Ospedale San Paolo di Milano in pochi punti basilari e validi per tutti.

Evita di arrabbiarti

Bisogna allontanare rabbia ed emozioni negative che sono un veleno per il cuore; meglio farsi forza e imparare a sdrammatizzare la vita puntando sul meglio che riusciamo a ricevere. Uno studio della rivista scientifica Lancet evidenzia che lo stress, mandando su di giri l'amigdala (area celebrare che elabora le emozioni), aumenta la produzione di globuli bianchi che bersagliano le arterie infiammandole e favorendo danni muscolari compreso il cuore.

Se si è continuamente con l'adrenalina alle stelle, le coronarie si stringono e la frequenza cardiaca aumenta. Con il colesterolo alto e le arterie mezze ostruite, il rischio di infarto è alle porte, quindi vale la pena tenersi alla larga dalla rabbia e dal senso di impotenza che nasce da situazioni stressanti. Anche una semplice risata è un veloce antistress e agisce in modo benefico per la salute. Uno studio su Journal of Epidemiology ha rilevato che chi non ride ha un rischio superiore al 21% di incappare in malattie cardiache.

Parola d'ordine: prevenzione

Specialmente con l’arrivo dei primi freddi, bisogna tenere sotto controllo la pressione. Chi è iperteso deve consultare il proprio cardiologo, valutando se modificare le dosi dei farmaci all’abbassarsi della temperatura.

Le ricerche sul cuore condotte in tutto il mondo, sono molte e all’avanguardia, ma il segreto per non ammalarsi di patologie cardiache è soprattutto la prevenzione. Tutti, superati di 30 anni, dovremmo avere la buona abitudine di fare una visita cardiologica e gli esami di controllo specifici (è sufficiente anche un esame del sangue) una volta l’anno.

Allo stesso modo dovremmo imparare a proteggerci dai malanni di stagione, dagli sbalzi di temperatura e seguire uno stile di vita sano. Se poi si presentano mal al di testa, anomalie del ritmo cardiaco, vampate di calore, ansia e sensazione di sbandamento, meglio non sottovalutare i segnali indipendentemente dall'età.

Riconoscere i segni di allarme del corpo

Imparare a non sottovalutare i segnali di rischio e sofferenza cardiaca, anche se si è in perfetta salute, dovrebbe essere una regola. Se il giro vita supera il metro per gli uomini e gli 88 centimetri per le donne, se si è fumatori e sedentari, si è in andropausa o menopausa o si hanno problemi alla tiroide, una visita annuale per valutare i fattori di rischio è indispensabile. Se si avverte uno sfarfallio al cuore o si sente il cuore battere in gola, quando si è distesi sul letto o sul divano senza motivi di nervosismo o di tensione, è sempre meglio parlarne con il medico.

Tutti dovrebbero conoscere i sintomi di un sospetto infarto, perché essere consapevoli può salvarci la vita o salvarla agli altri. Gli uomini avvertono un dolore al torace che inizia dietro lo sterno, al centro del petto, oppure una morsa che tende a irradiarsi a braccia, spalle, nuca, mandibola. Nelle donne può capitare che la stessa fitta si percepisca anche sul dorso, tanto da essere scambiata per mal di schiena, oppure si irradiarsi allo stomaco verso l'ombelico accompagnata da nausea, sudori freddi, capogiri e debolezza. A quel punto non bisogna tergiversare ma recarsi subito al più vicino pronto soccorso o, in alternativa, chiamare l'ambulanza con rianimazione cardiaca.

Non da ultimo e a tutte le età, bisogna tenere sottocchio la pressione. La massima o sistolica (ok a 130/135 mmHg) descrive la contrazione del cuore mentre pompa il sangue nei vasi. La minima o distolica (ok a 80/85 mmHg) indica quando il cuore si rilascia. Bisogna misurarla quando si è tranquilli, a distanza dalla attività fisica, dopo essersi seduti per 5 minuti in totale relax. Se i valori per più prove rimangono fuori norma, si deve informare il medico che prescriverà la cura specifica.

Contro il freddo, coprirsi e stare al caldo per salvaguardare il cuore

D'inverno bisogna coprirsi e tenere calde le estremità del corpo. Sembra banale ma non lo è. Due recenti studi, presentati a Londra al Congresso della Società Europea di Cardiologia, dimostrano che il freddo aumenta sensibilmente il rischio di infarto e ictus. Uno studio canadese e uno studio di Taiwan hanno portato alle stesse conclusioni: il freddo è dannoso per il cuore. Man mano che scende la temperatura, aumentano i rischi di ictus trombo-embolico (19% di aumento del rischio per chi soffre di fibrillazione atriale) e di infarto (7% di aumento del rischio ad ogni 10 gradi di meno della temperatura esterna).

Mentre i ricercatori studiano le misure preventive, per arrivare a un’anticoagulazione adeguata noi riscaldiamo bene le case e indossiamo indumenti di lana. Evitiamo di esporci al freddo nei momenti più rigidi della giornata e, se siamo costretti a farlo, facciamo frequenti tappe in luoghi chiusi o beviamo bevande calde per riscaldarci.

Per un cuore in salute bisogna fare movimento

Sedentarietà e cattiva alimentazione sono la causa diretta del 22% delle malattie cardiovascolari (fonte OMS). Quando facciamo attività fisica all’aperto, o anche una passeggiata , teniamo sempre al riparo le estremità del corpo con calze, guanti e cappello. Se si è ipertesi o cardiopatici evitiamo assolutamente sforzi (soprattutto uniti al freddo) che possano portare a una accelerazione del battito cardiaco.

Assolutamente da evitare in inverno le camminate digestive dopo pranzo, quando la maggior parte del sangue è concentrata a livello gastroenterico. D'inverno sono tutt'altro che salutari. Per favorire la circolazione è importante non impigrirsi e stare inchiodati su divano o alla scrivania per ore e, se lo si fa, mantenere le gambe leggermente rialzate e sgranchirle ogni tanto. Inverno e lockdown non devono fermare la nostra forma fisica anche se non deve per forza trasformarci in atleti.

Secondo uno studio del Charles E. Schmidt College of Medecine presso la Florida Atlantic University è sufficiente camminare mezz'ora al giorno a passo sostenuto per ridurre del 30% il rischio di problemi cardiaci. Il walking (camminare a passo sostenuto anche con l'aiuto di bastoncini) è ritenuto il miglior modo per combattere e prevenire i problemi cardiaci a tutte le età, abbassando i livelli di colesterolo cattivo, riducendo i picchi di glicemia e combattendo i chili di troppo e la sindrome metabolica.

È sufficiente una camminata di 5 km in un'ora. Attenzione, però, a non avere il fiatone, segnale che stiamo sottoponendo il cuore a uno sforzo eccessivo. Anche per chi ha avuto un infarto o un ictus l’esercizio fisico aiuta il cuore a mantenersi in attività e riduce ulteriori conseguenze. Nel periodo invernale il periodo migliore della giornata è quello delle ore centrali.

Cuore in pericolo? Non fumare

Il fumo è tra i principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, poiché riduce il trasporto di ossigeno ai tessuti, aumenta la frequenza cardiaca e danneggia le pareti dei vasi sanguigni favorendo l'aterosclerosi, anticamera di infarto e ictus. Il fumo d'inverno è un nemico in più perché facilita l'attacco delle malattie respiratorie che affaticano ulteriormente il cuore.

Mangiare bene preserva il cuore

Stare attenti all'alimentazione è un imperativo per ogni stagione, ma lo è soprattutto d'inverno quando il freddo, il buio e il gusto di rintanarsi in casa peggiorano le abitudini alimentari e rallentano il metabolismo. D'inverno non sarebbe una cattiva abitudine anticipare il pasto serale prima delle 20, offrendo al nostro corpo e al nostro cuore alcune ore in più per la digestione. Se si è in sovrappeso si può optare per una abbondante colazione, eliminando il pranzo. L'obiettivo è di non superare 200/250 mg di colesterolo al giorno evitando, specie in questi periodi freddi, alimenti che richiedano una digestione lenta come piatti elaborati, grassi e fritti.

Va da sé che l'alimentazione deve essere varia e bilanciata ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi (che devono coprire un terzo della dieta giornaliera) e povera di sale, zuccheri, grassi saturi di origine animale (presenti nella carne rossa, nel burro, nei salumi, nei formaggi stagionati e grassi, nel tuorlo d'uovo) il che non vuol dire eliminare questi alimenti, ma integrarli in modo armonico, a basse dosi e saltuariamente tra gli alimenti sani. Uova, latticini, salumi magri vanno bene due volte alla settimana e i dolci come un'eccezione settimanale (secondo l'America Journal of Cardiology anche un eccesso di zuccheri aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa). Buona abitudine è utilizzare, sempre con moderazione, l'olio di oliva ricco di grassi insaturi utili a contrastare i livelli del colesterolo cattivo.

Gli Omega 3 sono fondamentali e si possono assumere con l'olio di fegato di merluzzo, integratori o in alcuni cibi come sgombri o salmone. Occhio al sale, drasticamente limitato anche se si è in buona salute specie in inverno quando si suda meno. Raddoppia il rischio di soffrire di ipertensione e può alterare la struttura del muscolo cardiaco, come ha recentemente dimostrato uno studio dell'Università della Pennsylvania (USA). Le dosi consigliate sono 5 grammi di sale da cucina al giorno compresi di quelli già presenti nei cibi come i dadi, i sughi pronti (freschi o surgelati), i prodotti conservati sotto sale, i formaggi e gli insaccati.

Sono da bandire assolutamente i prodotti da fast-food (fritti, patatine, crocchette, e milk-shake), wurstel, merendine, salatini, dolci confezionati. Uno studio della Yale University pubblicato su Yama Cardiology dimostra che il loro consumo è in grado di aumentare del 21% le probabilità che le coronarie si ammalino. Buona abitudine è leggere le etichette degli alimenti ed evitare quelli con la dicitura grassi idrogenati o grassi parzialmente idrogenati; perché significa che contengono grassi cattivi per il nostro cuore.

Sappiamo che i fattori di rischio per il cuore non dipendono solo dalla nostra genetica ma soprattutto dallo stile di vita e dalle cattive abitudini dei componenti di uno stesso nucleo familiare. Perciò il principale consiglio è di tenersi alla larga da tutte quelle consolidate abitudini alimentari che si riaccendono con le riunioni di familiari invernali, mantnendo quei felici incontri a tavola con limitazione e come un vero e proprio (e soprattutto non reiterato) strappo alla regola.

Attenzione a quello che si beve

Limitare il consumo di alcolici fa bene al cuore perché la loro assunzione aumenta la pressione arteriosa, provoca disturbi del ritmo cardiaco e favorisce l'ipercolesterolemia, nonché l'accumulo dei chili di troppo. Anche i soft-drink vanno considerati uno strappo alla regola.

Sono, invece, confermati dagli studi gli effetti positivi del vino rosso se bevuto con moderazione: un bicchiere a pasto è la dose consigliata. Gli adolescenti, soprattutto le ragazze non devono berlo perché non hanno ancora sviluppato gli enzimi per metabolizzarlo.

Il caffè, invece, non è un problema a patto di non superare le 2/3 tazzine al giorno. Preferibile, comunque, il tè verde anche aromatizzato e le tisane che non contengono stimolanti e sono caldi toccasana invernali per il cuore.

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