Saltano i controlli medici per colpa del coronavirus

Da quando in autunno sono tornati a salire i numeri dei contagi da coronavirus, le persone hanno paura di frequentare gli ambienti sanitari, annullando le sedute. I rischi della mancata prevenzione, però, sono dietro la porta

Visite mediche che slittano per paura di frequentare gli ambienti sanitari, in un periodo in cui il nuovo coronavirus la fa da padrone e date che vengono cancellate.

Accade questo da quando, in autunno, il numero dei contagi è tornato a salire vertiginosamente. Gli studi medici ricevono telefonate dai pazienti che chiedono di annullare o rinviare molto più in avanti le sedute, precedentemente prenotate per prevenire o curare delle patologie pregresse. Ad avere a che fare con la diffidenza dei pazienti sono fra gli altri gli studi odontoiatrici.

L’importanza della prevenzione

Esiste un detto conosciuto da tutti che recita “prevenire è meglio che curare” ma, a quanto pare, in molti stanno rinunciando a questa possibilità a causa del coronavirus, evitando di frequentare gli ambienti ospedalieri e gli studi medici privati per paura di contrarre il virus della Sars-Cov-2. L’importanza della prevenzione è scientificamente assodata nella riduzione dell’incidenza di malattie e dei tassi di mortalità.

Attraverso la prevenzione si possono diagnosticare in tempo patologie che, scoperte in un secondo momento, potrebbero essere anche fatali. I controlli periodici aiutano a migliorare la qualità e le condizioni di vita. Il benessere generale della persona parte proprio dalla prevenzione e, vista la tendenza che si sta registrando in questi mesi in tutta Italia, cresce la preoccupazione di dover far fronte a breve ad un rapido incremento delle patologie.

Studi odontoiatrici: allarme calo pazienti a causa del coronavirus

In tempi di coronavirus, andare negli ospedali o negli studi medici mette in apprensione le persone e la paura cresce ancor di più negli studi odontoiatrici dove occorre, ovviamente, tenere bassa la mascherina. Ed ecco che dall’inizio dell’inverno ad oggi le sedute odontoiatriche hanno subito un considerevole calo.

«In questa era Covid-19, ormai lunga quasi un anno, abbiamo assistito ad un calo progressivo di pazienti e, contemporaneamente, anche al tipo di terapie accettate dagli stessi, sempre più favorevoli a brevi cicli di cura a discapito di riabilitazioni di lunga durata». Sono queste le parole che dichiara su il Giornale.it dott. Giovanni Messina, odontoiatra e medico legale odontoforense che prosegue: «Facciamo fatica a far comprendere loro la necessità di eseguire anche quei trattamenti che richiedono una riabilitazione con numerosi rientri, pur consapevoli della crisi economica che sta investendo l’intero Paese, anzi direi l’intero pianeta».

«I lavori più complessi - prosegue il dottor Messina -su cui stiamo intervenendo sono quelli ereditati prima del Covid, rispondendo positivamente ai singoli peggioramenti delle patologie dovute al fermo lavorativo obbligato dal lockdown prima e dal ritardo dell’emissione delle linee guida necessarie per rientro al lavoro, nella tutela di tutti, medici, operatori sanitari, pazienti, dopo».

La mancata prevezione è rischiosa, non gli studi odontoiatrici

La prevenzione non è mai troppa e, anche in questo periodo, è giusto sottoporsi a dei controlli specifici. Andare negli studi odontoiatrici e sottoporsi a delle sedute non è rischioso. Il dottor Giovanni Messina ci spiega il perché: «Noi abbiamo da sempre applicato, per la tutela del paziente, dei rigidissimi protocolli di sterilizzazione e disinfezione. Adesso, vista la situazione, abbiamo aggiunto quelli consigliati dalle linee guida delle varie associazioni, unitamente a quelle emanate dal Ministero della Sanità quali areazione dei locali tra un paziente e l’altro, controllo del numero massimo di pazienti in sala d’attesa, sanificazione dei locali, controllo dell’aerosol, deposito protetto dei beni personali dei sottoposti alle cure mediche. Dunque, a maggior ragione è aumentata la sicurezza degli ambienti».

«E poi, una cosa che forse non è chiara ai pazienti - continua il dottor Messina - ma che deve fare riflettere, è che la loro presenza negli ambienti ambulatoriali è limitata a quel breve periodo di trattamento, mentre noi equipe (sia medico che ASO o amministrativo) rimaniamo a lavoro per 8 ore o anche più, venendo a contatto con pazienti di diversi luoghi e professioni. Pertanto, la necessità di avere un ambiente sicuro da infezioni crociate e trasmissione del virus è una necessità che ci tocca in modo profondo e diretto. Quindi in assenza del rispetto dei protocolli di sicurezza, le prime persone a rischio saremmo noi stessi e i nostri dipendenti».

Rinviare o annullare le sedute dal dentista, a causa della presenza del coronavirus, non è di certo un comportamento giustificabile di fronte ai rischi che ne potrebbero conseguire: «Situazioni che potrebbero essere di facile riabilitazione oggi diventeranno di difficile o impossibile riabilitazione o recupero domani - afferma il dottor Messina - la bocca, essendo anche soggetta a patologie di tipo tumorale, necessita di una costante e periodica visita di controllo e sottovalutare l’importanza della prevenzione potrebbe portare a gravi conseguenze”.

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Commenti

MonikaHefti

Sab, 30/01/2021 - 17:44

Il cugino del marito di mia sorella che abita in Valle D'Aosta: soffre di mille malanni fra cui un dolorosissimo calcolo alla cistifellea, a cui i medici valdostani già prima del COVID-19 trovavano sempre una scusa per rimandare un'urgente operazione. Poi con l'inizio della pandemia, ormai questi disgraziati egoisti di medici privi di ogni professionalità (in Svizzera, il mio paese, gli avrebbero già arrestati e condannati a qualche anno di prigione) non rispondono neanche più alle chiamate quando chiami l'ospedale o l'azienda sanitaria locale. E dire che da noi c'è pure chi si lamenta se deve attendere uno o due giorni prima di essere ricoverato. Il cugino di mio cognato sta invece aspettando da due anni ormai e chissà se ce la farà a sopravvivere.