Disturbo affettivo stagionale, cos'è e come si manifesta

È una condizione tipica dei paesi nordici che colpisce principalmente anziani, donne e coloro che già soffrono di alterazioni del tono dell'umore e del ciclo sonno-veglia

Noto anche con la sigla SAD (Seasonal Affective Disorder), il disturbo affettivo stagionale o disordine affettivo stagionale è un'alterazione psicofisica che provoca vari cambiamenti dell'umore. Tali cambiamenti, che compaiono soprattutto con l'avvento dell'autunno, seguono un andamento ciclico.

Sebbene gli esperti fossero inizialmente scettici, questa condizione è abbastanza comune e si differenzia dal classico "male autunnale" per la maggiore intensità dei sintomi. Per la precisione nella IV e VI edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV e DSM-VI) la SAD non è più classificata come unico disturbo dell'umore, bensì come un "modello stagionale" del disturbo depressivo maggiore che si verifica in un preciso momento, per poi sparire nel resto dell'anno.

La sua fisiopatologia venne descritta per la prima volta nel 1984 da Norman E. Rosenthal del "National Institute of Mental Health". Esiste anche una forma estiva del disturbo affettivo stagionale, caratterizzata da manifestazioni che si presentano all'inizio della primavera e che raggiungono il culmine in estate.

Chi soffre di disturbo affettivo stagionale?

Secondo recenti statistiche, il disturbo affettivo stagionale interessa in particolar modo i paesi nordici, con eccezione dell'Islanda. Uno studio, infatti, afferma che gli islandesi potrebbero essere protetti da alcuni fattori genetici. Altre ricerche sostengono, invece, che la SAD non è diffusa tra la popolazione islandese grazie all'elevato consumo di pesce (90 chilogrammi per persona all'anno) da parte della stessa. Questo alimento è ricco di sostanze amiche del benessere psicofisico, quali vitamina D e Omega-3 biologicamente attivi (acido docosaesaenoico, acido eicosapentaenoico).

Al di là delle coordinate geografiche, il disturbo affettivo stagionale colpisce prevalentemente le donne, gli anziani e tutti coloro che già soffrono di alterazioni, di tipo neurologico e psicologico, del tono dell'umore e del ciclo sonno-veglia. I numerosi cambiamenti a cui è sottoposto l'organismo, dunque, acutizzano le problematiche preesistenti, fungendo così da "stressors", ovvero amplificatori di altri agenti stressanti.

Le cause del disturbo affettivo stagionale

Nel corso del tempo si sono avvicendate diverse teorie che hanno cercato di chiarire le cause del disturbo affettivo stagionale. Due sono quelle maggiormente accreditate. La prima fa leva su una possibile correlazione tra la SAD e una carenza di serotonina. In laboratorio è stato evidenziato come i topi incapaci di trasformare la serotonina in N-acetilserotonina, avessero un comportamento simile alla depressione.Inoltre la somministrazione di antidepressivi (fluoxetina), aumentando la disponibilità dell'enzima serotonina N-acetiltransferasi, provocano effetti simili alla terapia utilizzata per gli umani.

La seconda focalizza l'attenzione su una probabile relazione tra il disturbo e un'alterazione della melatonina. Quest'ultima, prodotta dalla ghiandola pineale, è influenzata dall'esposizione alla luce solare ed è controllata dall'orologio circadiano endogeno. Un eccesso di melatonina si traduce in una condizione di debolezza, sonnolenza e apatia. Esistono, poi, fattori di rischio indipendenti dall'equilibrio psicologico e dalla secrezione ormonale. Si pensi, ad esempio, al funzionamento del sistema immunitario e alla maggiore possibilità di contrarre alcune patologie come influenza, herpes labiale, colon irritabile e candidosi.

I sintomi e la diagnosi del disturbo affettivo stagionale

La sintomatologia del disturbo affettivo stagionale, in quanto identica a quella della depressione maggiore, è facilmente riconoscibile. Il paziente può accusare ansia, deficit di concentrazione, confusione mentale, difficoltà a prendere delle decisioni, sensazione di inutilità a cui possono aggiungersi pensieri suicidi, disperazione, astenia, agitazione, diminuzione della libido.

I segni clinici invernali includono: nausea, tendenza a mangiare tanto, letargia, scarsa voglia di alzarsi al mattino. Diversamente sono sintomi primaverili ed estivi l'ansietà, l'insonnia, la perdita dell'appetito e del peso. Secondo il DSM-IV, il disturbo affettivo stagionale non è una patologia a sé stante, ma un "course specifier", ovvero un fattore aggiuntivo degli episodi di depressione nei pazienti affetti dal "mal di vivere". La diagnosi della SAD, dunque, si basa su quattro criteri:

  • le manifestazioni depressive devono comparire in un particolare periodo dell'anno;
  • devono essere presenti episodi di remissione o mania in determinati momenti dell'anno;
  • le manifestazioni devono ripetersi per almeno due anni in assenza di depressione maggiore non stagionale nello stesso periodo;
  • gli episodi stagionali devono superare gli altri eventi depressivi durante l'intera esistenza del soggetto.

È importante non trascurare mai questa condizione e affidarsi a uno specialista, evitando il fai da te.

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