Febbre alta: farmaci si o no?

La febbre è uno dei meccanismi di difesa del nostro organismo. Per abbassarla si usano i farmaci antipiretici o antifebbrili. L’uso prolungato e smoderato di essi risulta pericoloso per il nostro organismo

Febbre alta: farmaci si o no?

La febbre è uno dei principali meccanismi di difesa che ha a disposizione il nostro organismo.

Essa entra in atto quando vi è un’infezione. Attraverso la febbre il corpo blocca virus e batteri scaldando il nostro corpo e impedendo all’infezione di diffondersi. Attraverso la febbre migliora nel nostro organismo l’attività di sostanze antibatteriche come le interleuchine, gli interferoni e i leucociti. Grazie a queste sostanze enzimatiche il nostro corpo si difende dall’attacco degli invasori, primi fra tutti i batteri e i virus.

La febbre ha le sue virtù ma non tutti lo riconoscono. Solitamente per combatterla i medici prescrivono in maniera smoderata i farmaci antipiretici. Essi contengono un principio attivo, capace di abbassare la temperatura corporea. In un recente libro intitolato: “Tachipirina, paracetamolo e altri farmaci per abbassare la febbre. Si o no?" (Macro Edizioni), il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Gatti denunciano l’uso smoderato di questo tipo di farmaci.

Alla categoria degli antifebbrili appartengono i farmaci a base di paracetamolo, ibuprofone, ketofrene, acido niflumico. I loro effetti collaterali sono molteplici se se ne fa un uso prolungato e maggiore, più di quanto viene indicato dai medici e dal foglietto illustrativo.

Gli effetti indesiderati più comuni sono i disturbi intestinali. Ecco perché gli antifebbrili sono sconsigliati in caso di gastrite cronica, ulcera peptica e malattie da reflusso gastroesofageo. Tra gli effetti gravi vi è lo shock anafilattico, malattie del sangue dovute alla diminuzione di piastrine, globuli bianchi ed emoglobina. Il principio attivo di questi farmaci può ridurre la presenza del glutatione, sostanza antiossidante che consente di combattere efficacemente molte malattie infettive.

Uno studio pubblicato sul British Journal of Clinical Pharmacology aveva già messo in evidenza la difficoltà di riconoscere i sintomi dell’abuso di questi farmaci.

L’overdose di paracetamolo è difficile da riconoscere e proprio per questo pericolosa. Il consiglio degli esperti è di consumare con moderazione questo tipo di farmaci. Bisogna farseli prescrivere solo in caso di necessità da un medico che conosce la nostra storia clinica.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica