Il fenomeno nascosto ​dietro le mani "pallide"

L'85-95% dei pazienti affetti dalla tipologia secondaria soffre di sclerodermia e un terzo, invece, è malato di lupus eritematoso sistemico

Con il termine fenomeno di Raynaud si indica uno spasmo abnorme dei vasi sanguigni periferici, con conseguente riduzione del flusso sanguigno alle regioni coinvolte, in particolare dita delle mani e dei piedi. Tuttavia può interessare anche la punta del naso, i lobi delle orecchie, la lingua e tutte le parti del corpo in cui i piccoli vasi sanguigni sono più sensibili alle variazioni di temperatura. Infatti, il disturbo è spesso l'esito dell'esposizione al freddo. In circostanze normali il corpo, stressato dalle basse temperature, cerca di limitare quanto più possibile la perdita di calore. I vasi sanguigni, dunque, iniziano a restringersi e il sangue viene deviato dalle estremità agli organi vitali. Nel fenomeno di Raynaud si assiste ad una marcata vasocostrizione. La diminuzione dell'afflusso di sangue si traduce in una ipossia del tessuto coinvolto. Episodi ricorrenti possono provocare atrofia della pelle, dei tessuti sottocutanei e muscolari e, in rari casi, anche ulcerazioni e cancrena ischemica.

Esistono due tipi di fenomeno di Raynaud. Quello primario, che esordisce prima dei 25 anni e colpisce soprattutto le donne, non dipende da nessuna patologia. Tale condizione può persistere per un lungo periodo o migliorare in maniera spontanea ed è peggiorata dal fumo. Quello secondario, invece, si verifica in circa l'85-95% dei soggetti con sclerodermia e in un terzo dei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico. Altre cause di questa forma includono la sindrome di Sjögren, la dermatomiosite, la polimiosite e la granulomatosi di Wegener. La malattia può, altresì, essere un effetto collaterale di alcuni farmaci, in particolare: beta-bloccanti, chemioterapici, pillola contraccettiva, anfetamine, clonidina, ergotamina, imipramina e bromocriptina. Il fenomeno di Raynaud, oltre a indicare un'eventuale aterosclerosi sottostante, si associa anche a sclerosi multipla e poliomielite. Altri fattori di rischio comprendono: sindrome del tunnel carpale, ictus, uso professionale di strumenti vibranti, esposizione chimica a processi industriali di polimerizzazione del cloruro di vinile. Ancora lesioni (fratture, congelamento), sindrome dello stretto toracico superiore e disturbi della tiroide.

Sono tre le fasi tipiche dell'attacco vasospastico (che dura da un minuto a diverse ore) del fenomeno di Raynaud. Il primo segno rivelatore è il pallore. La pelle, infatti, diviene bianca, fredda e insensibile in seguito al ridotto afflusso di sangue causato dalle basse temperature. Segue, poi, la cianosi. Quando l'ossigeno inizia a scarseggiare oppure è esaurito, l'area colpita assume una tinta bluastra. Infine, si ha un arrossamento generale. A episodio terminato (sono necessari 15 minuti per ripristinare il regolare flusso sanguigno) la cute appare di un colore rosso acceso e il ritorno alla normalità può generare formicolio, dolore e intorpidimento. Gli individui affetti dal fenomeno di Raynaud secondario presentano spesso i sintomi di una condizione associata, come eruzioni cutanee, debolezza muscolare e dolori articolari. Anche se interferisce con le attività quotidiane dei malati, il disturbo non causa nessun danno a lungo termine per le estremità.

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