Fibrillazione cardiaca, si apre una nuova strada: l'intervento è rivoluzionario

A Torino il primo intervento al mondo su un paziente, che soffriva di fibrillazione atriale, senza l'inserimento di alcun dispositivo. Si apre una nuova via per i migliaia di pazienti che soffrono di questa patologia

Fibrillazione cardiaca, si apre una nuova strada: l'intervento è rivoluzionario

È stato eseguito per la prima volta al mondo, all'ospedale Mauriziano di Torino, un intervento rivoluzionario per il trattamento della fibrillazione atriale, per abbattere il rischio di ictus. Un paziente torinese di 56 anni è stato sottoposto a un'operazione che ha combinato per la prima volta due tecniche: un'ablazione (ovvero l'annullamento dei percorsi elettrici anomali, ndr) della fibrillazione atriale sia tradizionale che attraverso la superficie esterna, epicardica, del cuore, mediante un approccio mini-invasivo non chirurgico, associato a una legatura esterna epicardica, ma non chirurgica della auricola (prolungamento cavo dell'atrio) sinistra.

Il paziente affetto presentava inoltre un rischio elevato tromboembolico, ma non poteva assumere farmaci anticoagulanti né antiaggreganti a lungo termine per elevato concomitante rischio di sanguinamenti. La combinazione delle due tecniche, utilizzata per la prima volta al mondo, sottolinea una nota dell'Ospedale, ha consentito di ripristinare un regolare ritmo cardiaco ed abbattere sensibilmente il rischio di ictus cerebrale senza la necessità di sottoporre il paziente a terapia anticoagulante o antiaggregante a lungo termine, evitando in questo modo episodi di sanguinamento.

A differenza di tutti i sistemi utilizzati in precedenza, questa metodica non prevede l'inserimento di alcun dispositivo permanente nelle camere cardiache. La procedura è stata effettuata in corso di sedazione superficiale. Il decorso dell'intervento è stato regolare e il paziente è stato dimesso dopo soli due giorni asintomatico e senza complicazioni. La fibrillazione atriale affligge milioni di italiani. Solo a Torino e provincia insorgono circa mille nuovi casi ogni anno, e la diffusione è destinata ad aumentare, essendo legata all'invecchiamento. I sintomi sono batticuore, difficoltà di respiro, facile affaticamento. La patologia può sfociare in un'insufficienza cardiaca ed è correlata a un rischio aumentato di ictus cerebrale, di cui è causa nel 20% dei casi.

Inoltre, l'aritmia può essere responsabile di decadimento cognitivo di grado variabile fino alla demenza. L’intervento è stato eseguito qualche giorno fa si legge in una nota, rappresenta una notevole evoluzione nel trattamento di quella che è la più diffusa aritmia cardiaca.

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