Sapete che cos'è la fibromialgia? Come riconoscerla e combatterla

Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Medicine, è stato condotto dai ricercatori del Dipartimento di Medicina dell'Università di Verona e del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell'Università di Genova

Secondo recenti statistiche colpisce circa 1,5-2 milioni di italiani, soprattutto di età compresa fra i 25 e i 55 anni. Ad esserne maggiormente interessate sono le donne con un rapporto di incidenza rispetto agli uomini di 9:1. La fibromialgia è una malattia reumatica che colpisce i muscoli e lo scheletro e si caratterizza per la presenza di dolore cronico e rigidità in molte sedi dell'apparato locomotore. Il termine deriva dal latino "fibro" e dal greco "myo" (muscolo) e "algos" (dolore). Dunque letteralmente significa "dolore proveniente dai muscoli e dai tessuti fibrosi" (tendini e legamenti). Poiché i segni clinici possono presentarsi contemporaneamente, si parla di sindrome fibromialgica.

In passato la patologia veniva considerata come una fibrosite. Alla fine degli anni '40, esclusa la presenza di infiammazione, fu stabilito che la fibromialgia aveva una base psicologica. Attualmente secondo la classifica internazionale delle malattie, il disturbo andrebbe classificato come sindrome somatica funzionale. Pur non essendo state ancora stabilite le cause, si ritiene che la fibromialgia abbia una genesi multifattoriale. In quasi tutti i casi il suo esordio è correlato ad un evento apparentemente non associabile al disturbo: trauma fisico, psichico, problematiche e problematiche a eziologia virale. Vari sono i fattori di rischio che ne favoriscono la comparsa:

1) Alterazione a livello dei neurotrasmettitori

Un forte stress endogeno o esogeno altera il funzionamente dei neurotrasmettitori cerebrali (serotonina, noradrenalina, dopamina) e contribuisce all'insorgenza dei sintomi dolorosi. Allo stesso tempo il sistema endocrino e quello immunitario sono interessati dal malfunzionamento delle reti neuronali-cerebrali. Di conseguenza l'iperattività del sistema nervoso vegetativo provoca un deficit di irrorazione sanguigna a livello muscolare con relativa iperalgesia.

2) Stress fisico e/o emotivo

La malattia è frequentemente associata a condizioni quali la sindrome da fatica cronica, il disturbo post-traumatico da stress, la depressione e la sindrome del colon irritabile. Da non sottovalutare, poi, i traumi fisici al cervello, al midollo spinale e il colpo di frusta cervicale.

3) Disequilibrio ormonale

Nei soggetti fibromialgici sono state osservate modifiche dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Non si esclude, quindi, che una causa della patologia possa essere una perturbazione del sistema endocrino.

4) Infezioni

Alcune problematiche, spesso ad eziologia virale, sono in grado di innescare o di aggravare la sintomatologia. Tra queste si ricordino la mononucleosi infettiva, il morbo di Lyme e la sindrome da contaminazione batterica del tenue.

I ricercatori del Dipartimento di Medicina dell'Università di Verona e del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell'Università di Genova hanno appurato l'esistenza di fattori autoimmuni alla base della fibromialgia. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Medicine, è stato condotto analizzando il genoma dei pazienti e confrontandolo con quello di un gruppo sperimentale di controllo composto da soggetti sani, divisi per età e sesso. Nella prima parte dell'indagine sono stati identificati i geni deregolati propri della malattia. Successivamente, ricercando le alterazioni a livello cellulare, si è constatato che le stesse riguardavano le cellule del sistema immunitario e che presentavano caratteristiche simili a quelle riscontrabili nelle patologie autoimmuni. La scoperta apre le porte a nuove e sempre più mirate strategie terapeutiche.

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Commenti

Popi46

Dom, 06/09/2020 - 15:54

Un tempo poteva essere confusa con l’isteria o simili, oggi potremmo considerarla una sintomatologia sentinella di profonda insoddisfazione esistenziale