Ictus, una nuova procedura aiuta la rigenerazione dei vasi sanguigni

La tecnica rivoluzionaria, in grado di coinvolgere le arterie dal cuoio capelluto e le membrane che coprono il cervello, è stata applicata dai neurochirurghi vascolari del Cedars-Sinai

Ictus, una nuova procedura aiuta la rigenerazione dei vasi sanguigni

L'ictus, o colpo apoplettico, è una grave condizione patologica che si verifica quando i rifornimenti di sangue al cervello si riducono o si interrompono completamente. In assenza di apporto sanguigno, il tessuto cerebrale va incontro a morte per carenza di nutrienti e di ossigeno. In Italia ogni anno ne sono colpiti più di 200 mila individui. I soggetti maggiormente a rischio sono gli anziani, soprattutto uomini.; non è infatti un caso se la il 75% delle diagnosi interessa persone con un'età superiore ai 65 anni. Il rimanente 25%, invece, coinvolge giovani e persino bambini.

I neurochirurghi vascolari del Cedars-Sinai hanno dimostrato che la rivascolarizzazione cerebrale indiretta (EDAS), tecnica chirurgica avanzata, ha ridotto i tassi di ictus ricorrenti dal 37% al 10,7%. Lo studio è apparso sulla rivista "Neurosurgery". La procedura EDAS (da Encephaloduroarteriosynangiosis) è unica in quanto coinvolge il reindirizzamento delle arterie dal cuoio capelluto e dalle membrane che coprono il cervello a rischio di colpo apoplettico. Proprio come nel giardinaggio, con il tempo, si formano nuovi vasi sanguigni e si crea un nuovo percorso che consente all'ossigeno di raggiungere l'encefalo.

Questo approccio differisce dalle tecniche convenzionali caratterizzate da una gestione medica intensiva e da varie procedure, come l'angioplastica, lo stent e il bypass diretto. Nestor Gonzalez, direttore del Cedars-Sinai Neurovascular Laboratory, e colleghi stanno lavorando con il National Institutes of Health (finanziatore di questa ricerca) per lanciare un ampio studio clinico multicentrico di fase III nei centri medici di tutta la nazione. «La ricerca clinica - ha affermato Gonzalez - è una componente fondamentale e un passo necessario per far avanzare la scienza e i trattamenti disponibili».

La comparsa dell'ictus è associata a numerosi fattori di rischio distinguibili in trattabili e non trattabili. Della prima categoria fanno parte il fumo di sigaretta, l'ipertensione cronica, il sovrappeso, l'eccesso di alcol, il consumo di droghe, le malattie cardiovascolari, il diabete, la sedentarietà, l'uso della pillola anticoncezionale. Sono inclusi, invece, nella seconda categoria: il sesso, l'etnia, la familiarità, l'età superiore ai 55-60 e una storia pregressa di preeclampsia. I sintomi variano a seconda dell'area del cervello colpita. Generalmente quelli più tipici sono visione annebbiata, paralisi e intorpidimento della faccia o degli arti, vertigini, difficoltà nella deambulazione e nel parlare.

Commenti