Infarto intestinale, cos'è e quali sono i sintomi?

La diagnosi e il trattamento devono essere repentini. Il tasso di mortalità, infatti, è molto elevato

Infarto intestinale, cos'è e quali sono i sintomi?

Si tratta di una grave condizione caratterizzata dalla necrosi, ovvero della morte di un tratto dell'intestino a causa di una ischemia. Con questo termine si indica la mancanza totale o parziale del flusso sanguigno in un determinato distretto corporeo. L'infarto intestinale, che può riguardare l'intestino tenue, il colon o entrambi, provoca conseguenze variabili. Si va dal dolore a lesioni gravi e permanenti. L'ischemia intestinale può avere carattere acuto o cronico. Nel primo caso, poiché l'interruzione del flusso del sangue avviene all'improvviso, si deve intervenire immediatamente con un intervento chirurgico. Si tratta, infatti, di una vera e propria emergenza medica. Nel secondo caso, invece, l'operazione non è necessaria, fermo restando la precocità del trattamento.

Numerose sono le cause dell'infarto intestinale. Quelle occlusive di origine arteriosa contemplano l'ostruzione totale o parziale di un'arteria (embolie, trombosi arteriose). Tipiche di quelle occlusive di origine venosa sono le flogosi addominali (pancreatiti, diverticoliti, appendiciti), l'ipertensione portale e l'occlusione totale o parziale di una vena (trombosi venosa). Fattori non occlusivi includono: grave ipotensione, eccessiva viscosità ematica, infezioni locali, insufficienza cardiaca. Da non sottovalutare, poi, lo spasmo severo dei vasi sanguigni. Questi, contraendosi a dismisura, riducono la quantità di sangue che scorre al loro interno. Ciò può accadere in caso di forti emozioni o con l'uso di droghe (cocaina, amfetamine) o di farmaci vasocostrittori.

I sintomi dell'infarto intestinale variano a seconda dell'organo colpito, tuttavia il dolore acuto (anche se con localizzazione differente) è quasi sempre presente. Le algie sono violente e si accompagnano a vomito e talvolta a diarrea sanguinolenta. Oltre a questa manifestazione acuta, tipica degli infarti embolici, possono verificarsi anche quadri sub-acuti (ad eziologia trombotica) che si distinguono per il loro andamento progressivo. La sintomatologia prodromica include sindromi da malassorbimento e dolore addominale associato alla digestione con calo ponderale. Altri segni clinici sono: tachicardia, peritonismo, meteorismo, addome acuto, atonia intestinale, febbre, sangue nelle feci e dall'ano.

In assenza di terapia, l'infarto intestinale evolve in peritonite o sepsi e causa il decesso del paziente in quasi il 100% dei casi. Si deve, dunque, intervenire in maniera tempestiva. Se la causa è un'occlusione vascolare, possono essere somministrati farmaci trombolitici e anticoagulanti. Se l'infarto è provocato da insufficienza cardiaca, ipotensione, eccessiva viscosità ematica, si deve intervenire per ripristinare un adeguato volume ematico e tono pressorio. Qualora la diagnosi sia tardiva, l'unico rimedio consiste nell'intervento chirurgico. Nel corso dello stesso i medici asporteranno i segmenti di intestino necrotici e ristabilizzeranno una circolazione sanguigna sufficiente.