Ipoglicemia, tutti i sintomi da non sottovalutare

Se non trattata per tempo, questa condizione può condurre al cosiddetto coma ipoglicemico

Un rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue (valori al di sotto dei 60-70 mg/dl) prende il nome di ipoglicemia. Gli zuccheri, importanti fonti di energia, costituiscono una risorsa fondamentale per il corretto funzionamento dell'organismo. In un individuo sano la glicemia (valori normali 70-90 mg/dl) è mantenuta costante grazie all'intervento di meccanismi compensatori, come l'insulina e il glucagone. Le maggiori oscillazioni glicemiche si registrano soprattutto dopo un pasto abbondante (iperglicemia) e in seguito a un digiuno prolungato (ipoglicemia). In quest'ultimo caso la riduzione glicemica viene contrastata da un insieme di interventi compensatori che vedono nell'ormone glucagone l'attore principale.

Numerose possono essere le cause dell'ipoglicemia. Quasi sempre essa è sostenuta da una patologia: insufficienza surrenalica, sepsi, epatopatie, squilibri ormonali, cancro delle cellule pancreatiche deputate alla secrezione di insulina, altre forme tumorali non beta-cellulari. In alcuni casi il crollo della concentrazione glicemica è l'esito di una cattiva alimentazione. Ad esempio, se a un digiuno prolungato fa seguito una rapida reintroduzione degli zuccheri, si verifica la cosiddetta 'ipoglicemia reattiva', conseguenza di una ipersecrezione di insulina. Occhi puntati, altresì, su abuso di alcool, diete ferree e povere di carboidrati, intolleranza al fruttosio, attività fisica intensa, soprattutto se praticata a digiuno per favorire il dimagrimento.

Discorso a parte meritano le crisi ipoglicemiche nei soggetti in cura con insulina, sulfoniluree e glinidi (farmaci che stimolano il pancreas a produrre insulina). Nei pazienti diabetici i fattori che predispongono all'ipoglicemia sono vari: assunzione di una quantità elevata di insulina o di medicinali orali che ne stimolano il rilascio, consumo di una quantità insufficiente di cibo o assunzione smodata di alcool. Ancora svolgimento di un'attività fisica faticosa, digiuno prolungato. Negli individui sani, i casi più frequenti di riduzione della concentrazione di glucosio nel sangue sono quelli che interessano le giovani donne, in particolar modo dopo una colazione con molti zuccheri semplici. Talvolta le crisi ipoglicemiche compaiono in assenza di cause precise.

L'ipoglicemia è una condizione che si manifesta con sintomi facilmente riconoscibili. Quando il glucosio scende al di sotto dei 50mg per 100ml si verifica un rilascio di ormoni che stimolano il corpo a reagire. Dopo un generale senso di debolezza, si accuseranno: tremori, fame intensa, palpitazioni, scialorrea, pallore, convulsioni. Le crisi di media entità sono caratterizzate da: ansia, irritabilità, indebolimento della vista, mal di testa, formicolii, scarsa lucidità. Ancora sudorazione, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, alterazione del comportamento. Nei casi più seri può sopraggiungere la perdita di coscienza. Se non trattata per tempo, l'ipoglicemia può condurre al coma ipoglicemico. Esso, generalmente, compare quando la concentrazione di glucosio nel sangue scende al di sotto dei 20 mg/dl.

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