L'allarme sulle epatiti: "Più letali dell'Aids e della tubercolosi"

A lanciare l'allarme è stata l'Imperial College di Londra e dell'università di Washington, che hanno condotto ricerche dettagliate su dati che sono stati raccolti in ben 183 Paesi in 23 anni

C'è qualcosa di più letale dell'Aids e della Tbc. Sono le epatiti virali, che risultano essere i killer più aggressivi in assoluto.

A lanciare l'allarme è stata l'Imperial College di Londra e dell'università di Washington, che hanno condotto ricerche dettagliate su dati che sono stati raccolti in ben 183 Paesi in 23 anni.

Quello che ne emerge, è che le complicazioni associate alle epatiti hanno fatto 1 milione e 450 mila vittime nel 2013. La stesso numero di Tbc e Aids nel 2014. Non solo, le morti causate da epatiti virali ha registrato una aumento del 60% negli ultimi 20 anni, a fronte di una diminuzione dei casi di morte per Aids e Tbc. Quello che allarma i governi occidenali, è che i decessi per epatite sono più diffusi nei Paesi ad alto e medio reddito.

Cosa causa le epatiti

Sono causate da 5 diverse forme di virus: A, B, C, D, E. Si trasmettono in due modi: quelle B, C e D con contatto di fluidi corporei infetti; le A e E, invece, con il contatto con acqua o alimenti contaminati.

Ad essere letali sono soprattutto le epatiti B e C, che attaccano il fegato e provocano principalmente tumori maligni e mortali. Ad aumentarne la perciolosità, il fatto che nei primi mesi di contagio non ci sono evidenti sintomi. E così è altissimo il numero dellle diagnosi tardive. "Nonostante esistano trattamenti efficaci e vaccini contro le epatiti virali - osserva Graham Cooke dell'Imperial College londinese - sono veramente basse le risorse economiche investite per favorire l'accesso dei pazienti a questi presidi. Sono disponibili vaccini anti-epatite A e B, e nuove terapie contro la C, anche se i prezzi dei nuovi farmaci sono fuori alla portata di ogni Paese, povero o ricco".

Per queso l'agenzia Onu per la sanità invita i Paesi a aumentare le vaccinazioni, a concentrarsi sulla prevenzione e a favorire l'accesso alle nuove cure con i farmaci.