Leucemia mieloide acuta, la terapia immunitaria contro le recidive

Nonostante esistano terapie efficaci per questa forma leucemica, essa tende a recidivare anche dopo una remissione completa

Leucemia mieloide acuta, la terapia immunitaria contro le recidive

Gli scienziati della Weill Cornell Medicine hanno scoperto che le cellule immunitarie geneticamente modificate colpiscono con successo le cellule tumorali specifiche che possono essere responsabili di recidiva della leucemia mieloide acuta. Lo studio clinico di fase 1 è stato pubblicato su Nature Communications. Per condurlo i ricercatori hanno utilizzato un approccio in cui le cellule T producono proteine note come recettori dell'antigene chimerico (CAR) che permettono alle cellule T di riconoscere marcatori specifici sulle cellule cancerose. In questo caso il CAR, legandosi alla molecola CD123 sulle cellule staminali leucemiche, consente alle cellule T di individuare e di attaccare le cellule neoplastiche.

Le cellule staminali della leucemia mieloide acuta sono resistenti alla chemioterapia e possono provocare recidive. Su queste cellule è stato trovato un marcatore, la molecola CD123, e l'obiettivo del team è quello di progettare modelli murini al fine di testare nuove terapie mirate alla stessa CD123. Le cellule T CAR, chiamate UCART123, utilizzate in questa ricerca hanno caratteristiche importanti. Esse derivano da donatori sani e sono state progettate per cercare di ridurre al minimo la tossicità. Infatti, in caso di proliferazione eccessiva, possono essere eliminate utilizzando un farmaco, il rituximab.

Quando gli studiosi hanno testato le cellule UCART123 in un modello murino di leucemia mieloide acuta hanno scoperto che questa terapia era in grado di eliminare in maniera efficace le cellule leucemiche e di prolungare la sopravvivenza degli animali. Gli scienziati hanno altresì progettato una strategia di monitoraggio ultra sensibile per rilevare eventuali cellule cancerose residue e per valutare la persistenza delle cellule UCART123. I risultati preclinici hanno portato a un'analisi di fase 1 che ha testasto UCART123 in pazienti affetti da leucemia mieloide acuta recidivante/refrattaria in diversi siti degli Stati Uniti.

I dati di laboratorio supportano in maniera concreta la sperimentazione clinica in corso. Dalla stessa è emerso che le cellule UCART123 sono altamente selettive e specifiche nel targeting della leucemia mieloide acuta. Il prossimo passo sarà quello di monitorare i pazienti sottoposti a trattamento con UCART123 mediante le tecniche sviluppate in laboratorio, così da ottimizzare le loro probabilità di successo.

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