Naso e pelle irritata al risveglio? Ecco che cosa vi sta succedendo

Nelle lenzuola e nel materasso, secondo il microbiologo Philip Tieno, possono annidarsi anche un milione di acari

Il naso prude, così come il palato e la gola, gli occhi sono cisposi, la pelle irritata. Spesso il risveglio è accompagnato da questi sintomi solo apparentemente inspiegabili. La motivazione esiste e si annida proprio tra le lenzuola, l'ambiente umido prediletto dagli acari. Si tratta di animali di piccole dimensioni (da meno di un millimetro fino a tre centimetri di lunghezza), forse fra i più antichi ad aver colonizzato la terraferma. Il primo reperto fossile, infatti, risale a 290 milioni di anni fa. La loro pericolosità è stata descritta da Philip Tierno, microbiologo e patologo alla New York University School of Medicine, secondo cui circa una persona su sei soffre di qualche forma allergica o di difficoltà respiratorie. Non sono dati improbabili se si considera che si trascorre in media circa un terzo della vita a letto e che si contano 12mila aracnidi per ogni grammo di polvere e fino a un milione nel materasso.

L'allergia agli acari è una delle più diffuse ed è causata dall'inalazione dei resti di questi animali e delle loro defecazioni. La sintomatologia espressione di infiammazione delle vie nasali include rinite, congiuntivite, prurito al naso, al palato o alla gola. Manifestazioni associate ad asma e a difficoltà respiratorie, invece, sono: tosse secca, oppressione toracica, respirazione sibilante. In alcuni casi possono, altresì, comparire eruzioni cutanee, arrossamenti a livello del viso e del cuoio capelluto, eczema atopico. Secondo Tierno, tuttavia, il letto è anche il regno di funghi, batteri, peli di animali, pollini e residui vari del corpo umano (sudore, secrezioni vaginali e anali, espettorato, cellule della pelle, urina). Basti pensare che un uomo di media statura è in grado di rilasciare nel letto fino a cento litri di sudore all'anno e che i cuscini, di piuma o sintetici, possono contenere da quattro a diciassette specie diverse di funghi.

Un risveglio più salutare è assicurato innanzitutto dalla scelta di lenzuola di lino, maggiormente traspiranti, che vanno lavate a una temperatura minima di sessanta gradi e cambiate una volta a settimana, soprattutto d'estate quando si usano indumenti leggeri e la pelle resta a diretto contatto con il tessuto. Tierno precisa che si tratta di un'indicazione di massima, in quanto il cambio può essere effettuato anche ogni nove-dieci giorni, mai però oltre i dodici giorni. Terminato il lavaggio, le lenzuola non vanno riposte umide nell'armadio per evitare la formazione di un'ambiente umido favorevole alla proliferazione degli acari. In estate coperte e piumoni dovrebbero essere custoditi in sacchi sottovuoto da mettere poi in borse di colore scuro. Infatti il buio e la mancanza di aria sono ottime armi per decimare la presenza di questi aracnidi.

Un altro accorgimento deriva da uno studio dell'Università di Kingston (Inghilterra) guidato da Stephen Pretlove. Secondo il direttore del laboratorio di Scienza della tecnologia applicata agli ambienti, lasciare il letto sfatto, con lenzuola e coperte all'aria, tiene alla larga i parassiti della polvere. Questo perché, eliminando l'umidità dai tessuti, si impedisce agli acari di ricavare l'acqua di cui hanno bisogno e così, si disitratano e muoiono. Anche cambiare spesso il pigiama può contribuire a un risveglio in salute. Lo afferma Sally Bloomfield della London School of Hygiene and Tropical Medicine. Tutti, infatti, ospitano sulla pelle e nell'intestino vari microrganismi generalmente non dannosi, ma che possono diventare tali se entrano in contatto con altre parti del corpo. Fra questi l'Escherichia Coli in grado di causare la cistite, lo stafilococco e il superbatterio Mrsa.

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Commenti
Ritratto di theRedPill

theRedPill

Ven, 02/10/2020 - 13:17

Ricordo che mia nonna, contadina con la 6^ elementare, appena poteva spalancava le finestre "per far entrare il sole" e esponeva coperte e materassi al sole. Oggi teniamo tutto chiuso per paura del freddo, non cambiamo mai l'aria e laviamo a temperature basse per essere ecologici, così involviamo verso l'uomo cavernicolo.