Osteoporosi associata al rischio di malattie cardiache

La ricerca è stata condotta da alcuni scienziati coreani attraverso l'esame delle cartelle cliniche di pazienti dell'ospedale Bundang dell'Università Nazionale di Seoul

Osteoporosi, nelle donne è associata al rischio di malattie cardiache

L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che aumenta la fragilità delle ossa e la predisposizione alle fratture. Essa si osserva soprattutto nelle donne in menopausa. Un team di ricerca coreano ha constatato che i soggetti di sesso femminile con questo problema spesso soffrono anche di aterosclerosi, ovvero un indurimento e un contestuale restringimento delle arterie. Lo studio, pubblicato su "BMJ Journals", suggerisce che entrambe le condizioni potrebbero essere collegate.

Il rischio di morte cardiovascolare è maggiore nelle donne (21%) rispetto agli uomini (15%). Le prime vengono sottoposte a screening per l'osteoporosi attraverso una scansione DXA. Mediante questa valutazione, dunque, si potrebbe identificare qualsiasi potenziale associazione tra assottigliamento delle ossa e aterosclerosi, senza incorrere in costi aggiuntivi o in ulteriori esposizioni alle radiazioni.

Gli scienziati hanno così esaminato le cartelle cliniche di pazienti di età compresa fra i 50 e 80 anni, sottoposte a scansione DXA, presso l'ospedale Bundang dell'Università Nazionale di Seoul tra il 2005 e il 2014. Dopo aver escluso coloro che avevano già cardiopatie e altre malattie gravi al momento della scansione, sono state inserite nell'indagine 12.681 donne la cui salute è stata monitorata per una media di 9 anni utilizzando i dati del registro nazionale. 468 soggetti (circa il 4%) hanno avuto un infarto o un ictus durante il periodo di di monitoraggio, mentre 237 (circa il 2%) sono deceduti.

Le ossa assottigliate, espresse come un basso punteggio di densità minerale ossea a livello della colonna lombare, del collo del femore e dell'anca, erano indipendentemente associate a un rischio aumentato (dal 16% al 38%) di infarto o ictus dopo aver tenuto conto di fattori potenzialmente influenti, come età, ipertensione, colesterolo alto, fumo e una precedente frattura ossea. Una diagnosi formale di osteoporosi è stata altresì collegata a un rischio maggiore del 79% di malattie cardiovascolari. Si è arrivati così alla conclusione che l'aggiunta del punteggio della densità minerale ossea o di una diagnosi clinica di osteoporosi o di osteopenia ai fattori di rischio noti ha predetto in maniera più efficace la possibilità di sviluppare una cardiopatia.

Non è chiaro esattamente come l'osteoporosi e l'aterosclerosi possano essere collegate, ma l'infiammazione a lungo termine e lo stress ossidativo cumulativo hanno ruoli chiave sia nella perdita ossea legata all'età, sia nell'aterosclerosi. Gli ormoni sessuali, in particolare gli estrogeni, di contro, aiutano a regolare il turnover osseo e il sistema vascolare. Questo è uno studio osservazionale e, in quanto tale, non può stabilire la causa ma solo la correlazione. Inoltre gli scienziati riconoscono diversi limiti allo stesso. Infatti l'indagine ha incluso solo le donne di un centro medico in Corea del Sud e non sono state raccolte informazioni potenzialmente importanti sui livelli di attività fisica o sull'uso di steroidi che influiscono sulla densità minerale ossea e sul rischio di malattie cardiovascolari.