Psoriasi, che cos'è e come si cura

La psoriasi è una malattia che si manifesta con la formazione sulla pelle di placche arrossate e in rilievo. Non si conoscono ancora le cause. È spesso legata allo stress

La psoriasi è una malattia spesso trascurata per l’imbarazzo che causa a chi ne soffre.

Colpisce tra l’1% e il 3% della popolazione. Si manifesta con la formazione di placche in rilievo arrossate, rivestite da squame biancastre. Per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, il 29 ottobre si celebrerà la Giornata Mondiale della Psoriasi. A causare la comparsa delle chiazze è la perdita del controllo della replicazione delle cellule.

Solitamente la produzione da parte dell’organismo di una quantità superiore al normale di sostanze pro-infiammatorie fa sì che le cellule si replichino ogni 14 giorni. Normalmente dovrebbero replicarsi ogni 28 giorni. Ciò provoca l’accumulo sulla superficie della cute di cellule ancora dotate di nucleo e che, quindi, non hanno ancora completato il proprio sviluppo. Le cellule che vengono replicate ogni 28 giorno affiorano sulla cute quando hanno terminato la propria maturazione e, perciò, sono prive di nucleo. L’assenza di nucleo le rende più leggere e quindi non tendono a rimanere depositate sulla superficie della pelle. Invece, le cellule che si replicano ogni 14 giorni. Come accade in chi soffre di psoriasi, hanno il nucleo e sono più pesanti. Si accumulano sulla cute e danno luogo alla formazione di squame”: spiega la dottoressa Elisabetta Sorbellini, specialista in dermatologia.

Nella sua forma classica, detta “forma in placche”, la psoriasi tende a manifestarsi soprattutto in alcune aree del corpo, come i gomiti, le ginocchia e la zona lombare. Le chiazze che contraddistinguono il disturbo sono dure al tatto Non è una malattia genetica ma è più probabile soffrire di psoriasi se almeno un altro componente della famiglia ne soffra o sia affetto da malattie immunologiche, come l’alopecia areata o la vitiligine. Pur non essendoci una causa associabile a questa patologia in modo univoco, ci sono alcuni fattori che, nelle persone predisposte, ne favoriscono la comparsa. Il principale fattore scatenante è lo stress.

Le chiazze possono comparire anche a seguito di seri traumi come incidenti stradali, interventi chirurgici, uso di determinati farmaci, soprattutto corticosteriodi, ma anche i betabloccanti e quelli a base di litio e infezioni da streptococco. Questi fattori possono inoltre peggiorare la situazione di chi già presenta chiazze. Oltre che in quella tradizionale, la psoriasi può presentarsi in varie forme. La forma guttata, che ha una maggiore incidenza fra i giovani. È spesso conseguente a un’infezione da streptococco. È caratterizzata da piccole chiazze concentrate soprattutto sul tronco. La forma seborroica invece comporta sintomi simili a quelle della dermatite seborroica come infiammazione, prurito. Si manifesta in altre aree del corpo, come le unghie o attorno alle orecchie.

Per la diagnosi della psoriasi è sufficiente una visita dermatologica. Solo in rari casi è richiesta una biopsia accurata della pelle. Può essere curata grazie ad innovativi farmaci biologici. Essi sono capaci di inibire le proteine che favoriscono l’alterazione dei tempi di replicazione delle cellule. Per migliorare l’aspetto delle chiazze è poi utile l’uso topico di creme a base di vitamina D e betametasone. Hanno lo stesso effetto della fototerapia con raggi ultravioletti Uvb. Riduce anche le dimensioni delle chiazze. Il ricorso alla fototerapia deve essere breve. Non si può infatti esagerare con l’assorbimento dei raggi Uvb. Infine l’esperta consiglia di vivere sereni e tranquilli lontani dai ritmi frenetici perché nella maggior parte dei casi la patologia dipende proprio dallo stress.

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