Sale, anche piccole quantità possono essere dannose

Il sale non fa bene alla salute del cuore. Un recente studio dimostra che anche delle piccole quantità incidono negativamente sulla pressione sanguigna, ad ogni età e per lungo tempo

Assumere troppo sale non è una buona abitudine. Il sale infatti non è un alleato della nostra salute, visto che una quantità in eccesso comporta tanti rischi a carico del sistema cardiovascolare. Secondo il Ministero della Salute assumere troppo sale comporta un aumento del rischio di insorgenza di gravi patologie cardio-cerebrovascolari, correlate all’ipertensione arteriosa.

Le patologie più diffuse sono l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale. Il sale è anche la causa di malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, osteoporosi e malattie renali. In Italia la gran parte del sale che assumiamo proviene dai prodotti prodotti da forno, dal pane, i formaggi e gli insaccati.

Uno studio internazionale, recentemente pubblicato sulla rivista di medicina cardiovascolare Circulation e condotto dal Dipartimento di Scienze biomediche, metaboliche e neuroscienze dell'Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) sostiene che anche una piccola quantità di sale incide negativamente sulla pressione sanguigna. A questa conclusione il team di ricerca è arrivato a conclusione di un lavoro durato tre anni.

Lo studio in questione si è basato sull’applicazione di un’inedita metodologia statistica chiamata “one-stage meta-analysis”. Questo metodo di ricerca, rispetto alle metodologie utilizzate per gli studi precedenti sull’argomento, permette di descrivere relazioni “non-lineari”. Si parla così di relazioni più complesse tra diversi fattori oggetto di analisi dettagliate.

Negli studi precedenti, per descrivere la relazione tra un fattore e un determinato esito sanitario si utilizzava erroneamente un semplice grafico con una linea retta, senza considerare che determinate correlazioni potessero richiedere rappresentazioni più complesse. Grazie a questa nuova metodologia infatti è stato possibile evidenziare come un effetto nocivo, cioè di incremento dei livelli di pressione sanguigna, sia legato a livelli estremamente bassi di assunzione alimentare di sodio.

Questo effetto negativo si riscontra in maniera equivalente sia negli uomini che nelle donne senza differenze di età, fattore determinato dall'osservazione sia durante la giovinezza che nell’età senile del campione in analisi. Il fenomeno inoltre risulta più evidente nei soggetti ipertesi e nei normotesi. In questi casi, è osservabile nel breve e nel lungo termine e indipendentemente dall'assunzione regolare di un trattamento con farmaci anti-ipertensivi.

Questo ennesimo studio sugli effetti negativi del sale supporta le indicazioni fornite dalla American Heart Association e dall'Efsa, con le quali si invita contenere il consumo di sodio della popolazione generale entro i limiti di 1,5-2 grammi al giorno.

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