«Soluzioni per un organismo che funziona»

Cosa sono gli integratori alimentari, perché sono consigliati da medici e farmacisti

Nella maggior parte dei casi, l'acquisto di integratori alimentari avviene in seguito all'indicazione del medico o al consiglio del farmacista. L'Italia è il primo mercato europeo per questi prodotti. L'industria del settore è in crescita e le esportazioni mostrano segnali promettenti. E la principale associazione di riferimento, FederSalus, è impegnata, tra altre iniziative, a spingere per l'adozione di norme sempre più aggiornate e coerenti anche a livello internazionale.

Di questi temi abbiamo parlato con il dottor Marco Fiorani, recentemente rieletto alla presidenza di FederSalus.

Iniziamo da un «identikit» dell'integratore alimentare. «Questi prodotti - esordisce Fiorani - sono oggi percepiti dai consumatori come presidi della salute. Lo dimostra anche il fatto che nel periodo 2008-2017, quello in cui la crisi ha colpito di più gli acquisti dei beni di consumo, tra cui anche quelli alimentari, la domanda di integratori alimentari è andata in controtendenza. Gli integratori alimentari contengono, del resto, sostanze funzionali al benessere dell'organismo e alla riduzione del rischio di malattie. Queste sostanze sono fornite in forma concentrata e predosata, sotto forma di compresse, capsule, bustine e anche flaconi».

Da un punto di vista regolatorio, va precisato, gli integratori alimentari rientrano nelle normative previste per gli alimenti. Ma questo non deve fuorviare circa la reale natura di questi prodotti.

Alcune marche di alimenti dichiarano che i loro prodotti contengono sostanze che troviamo anche in alcune classi di integratori alimentari, e fanno bene a dirlo, perché forniscono ai consumatori un elemento in più di scelta. Ma tali sostanze non sono presenti in modo concentrato e dosato. A differenza di quando decide di consumare un alimento, chi assume un integratore alimentare lo fa esclusivamente per ottenere un beneficio per la salute».

Qual è l'atteggiamento dei medici, dei farmacisti e di altri tutori della nostra salute fisica e mentale, nei confronti degli integratori alimentari?

«Circa il 70% dei medici di medicina generale utilizzano questi prodotti nella loro pratica quotidiana. Presso i medici specialisti, le percentuali variano a seconda della specialità. Gli urologi, a esempio, riconoscono che alcune sostanze di origine naturale permettono di tenere sotto controllo l'ipertrofia della prostata. Sempre più spesso gli integratori vengono utilizzati in situazioni che, in gergo medico, si definiscono borderline. A fronte di un tasso di colesterolo leggermente superiore al normale, il medico può consigliare un integratore alimentare, se proprio non sono necessari farmaci quali le statine».

Considerata questa identità di presidi della salute e del benessere, gli integratori alimentari hanno una valenza sociale.

«Viviamo in una società in cui l'aspettativa di vita aumenta e cresce la percentuale di persone avanti con l'età. Un sessantenne può essere nel pieno della carriera professionale, un pensionato invece può desiderare di fare sport. Tra gli integratori alimentari ve ne sono alcuni in grado di favorire il sonno fisiologico, aiutando alcune persone ad arrivare al lavoro più riposate; così altri consentono di tenere sotto controllo la fisiologia delle articolazioni e, quindi, a continuare una vita attiva senza troppi problemi. In situazioni che sarebbe meglio approfondire, occorre sempre ricorrere al medico».

Se gli integratori hanno, quindi, alcune affinità con i farmaci, quanto è importante il tema della sicurezza?

«Questo è uno di quelli che impegnano di più la nostra associazione. Già esistono regolamentazioni internazionali, tra cui la direttiva europea 46/2002, ma occorre fare molto di più per raggiungere una maggiore coerenza nella Ue».

Un aspetto che favorirebbe l'Italia, la cui eccellenza nel settore degli integratori alimentari sta suscitando molto interesse a livello internazionale.

RCe