Tumore del colon, i benefici dell'immunoterapia

Abbastanza rara prima dei 40 anni, la neoplasia è la seconda per incidenza dopo quella del seno, del polmone e della prostata

Si stima che in Italia si ammalino ogni anno circa 23mila donne e 30mila uomini. Il tumore del colon rappresenta la seconda neoplasia per incidenza dopo quella del seno, del polmone e della prostata. Abbastanza raro prima dei 40 anni, colpisce prevalentemente soggetti di età compresa fra i 60 e i 75 anni. Diversi sono i fattori di rischio legati all'insorgenza della malattia. Innazitutto la dieta. Molti studi confermano che un'alimentazione ad alto contenuto di grassi e proteine animali e povera di fibre favorisce la comparsa del cancro. In ambito genetico si deve prestare particolarmente attenzione ad alcune patologie ereditarie, come ad esempio le poliposi adenomatose. Altri fattori di rischio sono l'obesità, l'età, il fumo di sigaretta, le infiammazioni croniche dell'intestino, una storia clinica passata di polipi in quanto questi possono assumere connotazioni maligne. Nella metà dei casi il tumore del colon si manifesta nel sigma, ovvero nell'ultima parte del colon vero e proprio e al momento della diagnosi circa un terzo dei pazienti presenta già metastasi epatiche. I sintomi sono variabili e dipendono dalla sede della neoplasia, dalla sua estensione, dalla presenza o assenza di ostruzioni o emorragie. Manifestazioni precoci che devono sempre essere approfondite sono:

- Stanchezza;

- Mancanza di appetito;

- Anemia;

- Perdita di peso;

- Stitichetta ostinata alternata a diarrea.

Come sempre l'arma vincente è la prevenzione e laddove essa manchi esiste la concreta possibilità che il cancro diventi aggressivo e che si diffonda velocemente. Fino a qualche tempo fa le uniche possibilità per i casi metastatici erano la chemioterapia e la terapia a base di anticorpi monoclonali. Talvolta si rivelava utile anche la radioterapia. Negli ultimi tempi, invece, una nuova speranza è data dall'approccio immunoterapico. L'immunoterapia consiste nell'impiego di farmaci che permettono al sistema immunitario del soggetto di riconoscere con precisione e in maniera selettiva le cellule tumorali per poi distruggerle. Tuttavia questa via non può essere percorsa in tutti i casi di cancro colonrettale metastatico come si apprende da uno studio pubblicato su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology e condotto dall'equipe di Luis Diaz. Al momento, infatti, solo il 5% dei malati sono candidati per l'immunoterapia, in particolare per il trattamento con inibitori del checkpoint.

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