Vitiligine, la barba bianca del premier francese Philippe

Si tratta di un disturbo abbastanza comune, infatti a livello mondiale ne è colpito l'1-2% della popolazione

La vistosa macchia bianca apparsa da qualche mese sulla barba di Edouard Philippe ha suscitato timori e ha alimentato voci sulla salute del primo ministro francese. Tuttavia le preoccupazioni si sono rivelate infondate. È stato, infatti, lo stesso capo del governo a fugare ogni dubbio, rispondendo a una domanda sulla sua immagine nel corso di un'intervista a Paris Match. Philippe soffre di vitiligine, una malattia della pelle che colpisce i melanociti, ovvero le cellule che producono la melanina, il pigmento naturale da cui dipende il colorito della pelle. Per tale motivo sulla cute (di tutto il corpo o di alcune aree circoscritte) sono diffuse macchie bianche di dimensioni variabili, ben demarcate e spesso simmetriche. Si tratta di un disturbo non contagioso e abbastanza comune (interessa circa l'1-2% della popolazione mondiale) e, pur potendosi manifestare a qualsiasi età, si registra una maggiore incidenza dopo i 20 anni.

Non si conosce ancora con esattezza la causa della vitiligine, è chiaro solo che nelle zone colpite si verifica un blocco funzionale dei melanociti per motivazioni varie. Innanzitutto l'attacco autoimmune da essi subito. Si osserva, infatti, che circa un terzo dei pazienti presenta anche altre patologie autoimmuni (tiroidite di Hashimoto, diabete mellito, morbo di Graves, anemia perniciosa, lupus eritematoso sistemico, morbo di Addison, alopecia areata). In un contesto del genere il ruolo giocato dall'eredità risulta spesso fondamentale. La vitiligine è, altresì, influenzata dalla presenza di geni aberranti e dalla comparsa di una proteina ('MIA') che pone fine alla loro produzione. Hanno poi preso sempre più piede le ipotesi dello stress ossidativo e quella del perossido di idrogeno. Secondo quest'ultima la malattia sarebbe l'esito di una presenza eccessiva di perossido di idrogeno nelle cellule che potrebbe influenzare negativamente la normale pigmentazione cutanea. Da non sottovalutare, infine, lo stress fisico e psichico intenso e prolungato.

Uno dei sintomi tipici della vitiligine è la comparsa di chiazze non pigmentate di dimensioni variabili. La pelle appare, così, più chiara, quasi bianca. Il disturbo si manifesta nella maggior parte dei casi sul volto, sulle dita, sul dorso delle mani, sugli avambracci, sulle superfici flessorie dei polsi. Ancora sui gomiti, sulle ginocchia, intorno a ombelico e capezzoli, nella regione inguinale e ano-genitale. I peli delle zone interessate sono anch'essi bianchi e talvolta si osserva un diradamento o una loro parziale caduta. In un terzo dei soggetti le macchie acromiche danno una sensazione di prurito. Questo segno clinico rappresenta un campanello d'allarme, in quanto indice di un probabile peggioramento della malattia. Il danno subito dai pazienti che soffrono di vitiligine, poiché prettamente estetico, può avere importanti ripercussioni a livello emotivo e psicologico. Non sono rari episodi di imbarazzo, stress e disagio ad esso associati.

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