Sanità, allo Ieo si studia la radioterapia con l'iniezione

Due ricerche cliniche all'istituto di Veronesi stanno mettendo a punto la nuova tecnica, per ridurre gli effetti collaterali sui pazienti

Una radioterapia che si effettua con un'iniezione e un farmaco chemioterapico che non fa cadere i capelli. Sono gli obiettivi di due nuovi studi clinici dell'Istituto Europeo di Oncologia. Ormai, spiega il direttore scientifico dello Ieo, Umberto Veronesi, «i cosiddetti tumori preclinici o occulti rappresentano il 30% dei pazienti, che arrivano alla diagnosi senza segnali visibili». Negli ultimi 10 anni «ci sono stati 1.258 casi operati senza che il tumore fosse visibile e il 98,6% dei pazienti è guarito». Insomma si può dire, sottolinea Veronesi, che «se riuscissimo a scoprire i tumori quando sono ancora nella fase non palpabile, il problema del tumore al seno sarebbe in gran parte risolto». Inoltre «grazie alla diagnosi precoce, le cure del tumore al seno hanno raggiunto un elevato livello di efficacia, tanto che ora possiamo concentrare la ricerca su una nuova sfida: la qualità della vita delle donne. Possiamo guarire oltre l'80% delle nostre pazienti. Ora ci poniamo il problema del come le guariamo». La tecnica Iart (Terapia intraoperatoria con radiofarmaci) e il farmaco Caelyx, che evita la caduta dei capelli, vanno in questa direzione. La procedura Iart viene effettuata in un primo momento dal chirurgo che, dopo aver asportato il nodulo, inietta una quantità elevata di molecole di avidina direttamente nella sede peritumorale.

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