Sarpi Residenti disperati: «Gli asiatici ci rendono la vita impossibile»

Un esposto, l’ennesimo, per denunciare ancora una volta degrado e incuria. Una prova di convivenza fallita quella tra i condomini di via Paolo Sarpi 8 e i loro vicini, commercianti cinesi silenziosi che hanno tolto a 82 famiglie il sonno.
Una macelleria, un fruttivendolo, una pescheria, un ristorante e un locale di karaoke, questi gli esercizi commerciali, rigorosamente made in China, con cui i condomini, per il 60 per cento ancora italiani, devono vedersela tutti i giorni. Non sono bastate le denunce e i controlli dei Nas per riportare l’ordine, i negozianti dagli occhi a mandorla continuano a non rispettare le regole. «Da quelle igieniche a quelle di semplice convivenza civile», tuonano i residenti esasperati.
Di ribellarsi e alzare la voce qualcuno dei condomini ci ha anche provato. «Ma dopo abbiamo spesso trovato le nostre auto danneggiate. Difficile non fare un collegamento», sospettano i residenti. Di mollare però non ne hanno nessuna intenzione. Silenziosi come i loro vicini orientali si appostano dietro le finestre, scattano foto e preparano esposti. Sperando che qualcuno faccia controlli. Controlli per la macelleria, per quella carne lasciata cuocersi al sole tutta la giornata, per la pescheria a cui ancora mancano le reti anti insetti, per il ristorante dentro al quale lavora gente che sparisce a ogni visita dei vigili e poi, per finire, per il locale di karaoke, new-entry di questa estate, la cui musica ha fatto ballare da subito le pareti di chi abita di fianco.
Topi e vermi nei bidoni della spazzatura non sono bastati nemmeno per ottenere la chiusura definitiva di almeno uno dei negozi, inoltre negli ultimi cinque anni il condominio ha registrato una media di 30 multe per il mancato rispetto della raccolta differenziata. E adesso l’ennesimo esposto, l’ennesima richiesta di aiuto che i condomini questa volta hanno voluto indirizzare anche al Consiglio di zona 8, dove si sono riuniti la settimana scorsa in commissione Commercio. «Inoltreremo l’esposto nuovamente ai settori competenti - promette Ivan Anelli, presidente di commissione - e chiederemo di intensificare i controlli».

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