Scala, loggionisti infuriati: "E i nostri posti?"

Atto secondo alla Scala. Il titolo: loggionisti infuriati. Proprio loro, i melomani del teatro lirico più famoso al mondo costretti a rinunciare ai primi spettacoli in calendario. I lavori di bonifica dell’amianto partiti il 26 d’agosto (come annunciato lunedì dal Comune) infatti, proseguiranno fino al 31 ottobre e ridurranno da 140 a 50 a sera i posti «last minute» a disposizione dei loggionisti. Ossia: 275 spettatori senza posto in ognuna delle 21 serate di settembre e delle 16 di ottobre. Fra loro c’è chi ha già acquistato con largo anticipo il biglietto per l’inaugurazione di MiTo del 4 settembre o la prima del balletto «Sogno di una notte di mezza estate» con Roberto Bolle del 5 settembre.
«Siamo perplessi e amareggiati - ha detto Marzio Pozzi dell’“Accordo”, la società che da anni organizza le file di chi vuole aggiudicarsi un biglietto a prezzo stracciato -. Spiace constatare che di tanto in tanto la Scala scivoli su queste bucce di banana; ci piacerebbe tanto poter capire perché sia successo».
Sono tanti gli interrogativi che in queste ore riempiono di amarezza i loggionisti, così come le critiche che arrivano dalla Cub (che a inizio agosto aveva mandato una raccomandata al teatro, il cui testo è pubblicato sul blog dei lavoratori della Scala, minacciando il ricorso all’avvocato se non fosse stato tolto l’amianto). Perché durante il grande restauro del 2002 non sono state individuate quelle tracce di eternit? Perchè nel dicembre scorso, al momento del loro ritrovamento non c’è stata alcuna comunicazione al pubblico malgrado le denunce dei lavoratori? Perché, infine, dare avvio ai lavori a stagione già avviata? A rispondere a questi interrogativi è il direttore dell’ufficio tecnico di Palazzo Marino Antonio Acerbo.
«Nel 2002 - ha spiegato - quei fori non furono oggetto di restauro e le campionature dell’aria sono sempre state negative all’amianto. Lo scorso dicembre, appena trovate le tracce di amianto, tutti i fori sono stati incapsulati e si è deciso di provvedere alla bonifica in estate. Purtroppo c’è stato un ritardo nell’avvio ai lavori».
Le piccole quantità di amianto nella sopravolta della sala sono state scoperte nel dicembre 2008 quando sono state sistemate le nuove luci. La bonifica comporta la chiusura della seconda galleria, l’ultimo piano del teatro, proprio sotto le feritoie dove è stato trovato il materiale tossico, ampiamente utilizzato negli anni Sessanta perché ignifugo. La bonifica era prevista in agosto: a teatro chiuso i lavori si sarebbero potuti concludere in una settimana. Ma la Asl ha richiesto un nuovo sopralluogo su tutto il teatro e il via libera ai lavori è arrivato a fine agosto. In questi giorni però è ripartita l’attività della Scala, per questo la rimozione dell’amianto si fa durante la notte.
I disagi più grandi riguarderanno i titolari di biglietti venduti per posti ora non più disponibili. «Ci sentiamo come color che son sospesi», fanno sapere piccati dall’associazione Amici del loggione del teatro alla Scala.
Ma tra i melomani l’amore per la Scala riesce persino a soffocare la rabbia. «Voglio rendere il merito a chi lavora alla biglietteria - ha riconosciuto Marzio Pozzi - che in queste ore sta svolgendo un lavoro straordinario per assicurare un posto a chi aveva già un biglietto».
Ieri erano stati trovati 44 posti alternativi alla seconda galleria per il concerto inaugurale di MiTo con la Filarmonica di San Pietroburgo e tutti i loggionisti hanno ottenuto, senza alcuna spesa ulteriore, una nuova sistemazione per il concerto dell’orchestra Verdi del 6 settembre.