«Scampati al crollo grazie a una porta usata come passerella»

Si chiama Alessandro, il viso paonazzo di chi ha visto la morte in faccia, gli occhi cerchiati di rosso, la figlia adolescente stretta al suo braccio destro. È uno dei residenti della palazzina crollata di via Lomellina scampato al crollo del secondo piano dove abitava con moglie e due bambini, una ragazzina più grande e un bambino che va alle elementari. «Tutto è successo in un attimo - racconta - ho visto le porte e le persiane delle finestre volare via. Per fortuna il nostro appartamento si trova nell'ala che è rimasta in piedi. Siamo riusciti a raggiungere il piano di sotto superando le scale crollate grazie a una porta che ci ha fatto da passatoia». La moglie di Alessandro e il figlio più piccolo sono stati trasportati all'ospedale «ma solo per accertamenti», dice lui sospirando.
Aurora Colace, residente con marito e figlio al civico 1, ha pensato invece subito «a un attacco arabo». Stava guardando la tv, racconta, «quando ho sentito il botto e ho pensato che fosse scoppiato un aereo o a un attacco arabo. Poi mi sono detta che certo non era possibile. Sono saltati i vetri del salone e anche il cassonetto della tapparella».
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